Giove: la sonda Juno completa la seconda fase della missione

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La missione Juno è giunta già alla sua seconda fase. La sonda della Nasa ha completato con successo la manovra di avvicinamento all'orbita della Terra, da cui spiccherà il grande salto per raggiungere Giove. Ma questo non accadrà prima del 2016.

Quattro anni per arrivare fino al gigante del nostro sistema solare, dove Juno dovrebbe sbarcare il 4 luglio del 2016. Intanto, lo scorso 14 settembre alle 00.30 ora italiana è stato acceso il suo motore principale, Leros 1-b mentre la sonda si trovava a più di 480 milioni di distanza dalla Terra.

Come spiga l'Istituto Nazionale di Astrofisica, l'accensione si è conclusa alle quattro del pomeriggio, ora del Pacifico, cambiando la velocità della sonda a circa 388 metri al secondo con un consumo di circa 376 Kg di carburante.

Si tratta della seconda manovra spaziale, la DSM-2 (Deep Space Manouvre 2), compiuta da Juno nel giro di poche settimane per raddrizzare la sua traiettoria per avvicinarsi alla Terra. Il 9 ottobre del prossimo anno, infatti, la sonda si troverà nella posizione ottimale per sfruttare l'effetto gravitazionale terrestre, che la spingerà a gran velocità verso Giove.

La prima manovra, DSM-1, si è conclusa con successo lo scorso 30 agosto. "Questi successi ci spingeranno ad essere ancora più pronti per la missione più critica: l’accensione del motore principale dello Jupiter Orbit Insertion che avverrà a luglio 2016" ha spiegato il Project Manager del progetto Juno, Rick Nybakken del JPL della Nasa, in California.

La sonda Juno è stata lanciata il 5 agosto 2011. Una volta in orbita farà il giro attorno a Giove per 33 volte da un polo all’altro. Ma sarà piuttosto complesso l'ingresso nell'orbita del pianeta. Dopo avere effettuato le manovre di avvicinamento, la sonda ruoterà attorno all'orbita polare di Giove fino a raggiungere i 4500 chilometri di distanza dalle spesse nubi che lo avvolgono.

Francesca Mancuso

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