Space X e Dragon: a che punto siamo?

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Mike Horkachuck, leader del progetto che porterà a breve la navicella Dragon a decollare, diretta verso la Stazione spaziale internazionale, arriva addirittura a paragonare, sia pure su un altro piano, l’importanza della missione che sta per prendere il via alla conquista della Luna, operata dalle navicelle Apollo. Non si tratta però, in questo caso, di un passo in avanti storico dal punto di vista esplorativo, ma piuttosto di una decisa evoluzione in termini più concreti, quasi commerciali.

La navicella Dragon infatti, non avrà a bordo un equipaggio, ma soltanto un carico, di più di 540 Kg. Se la missione avrà successo, dimosterà che si può procedere lungo il percorso che potrà condurci, in futuro, a un trasporto regolare e automatizzato di oggetti attraverso lo spazio, ad esempio dalla Terra alla stazione spaziale, ma anche dalla stazione spaziale verso Terra.

Degno di nota anche il fatto che il progetto è finanziato soltanto parzialmente dalla NASA e per la parte restante dalla ditta privata SpaceX, che crede a tal punto nelle possibilità di ritorni economici derivanti da un’iniziativa così rischiosa da investire un capitale, umano ed economico, straordinario. Dopo cinque anni di lavoro, la navicella è pronta a decollare.

Il successo non può però essere dato per scontato, nonostante l’accurata preparazione. Prosegue ancora Horkachuck: “Un progetto di queste dimensioni porta sempre alla luce moltissime sfide, dal punto di vista tecnico. Anche una prima missione coronata da successo non garantisce che la tecnologia abbia raggiunto un livello di stabilità. Anche una piccola variazione nelle condizioni ambientali può comportare la necessità di un significativo adattamento”. Non ci resta, per ora, che seguire l’affascinante vicenda di Dragon, con il fiato sospeso.

Damiano Verda

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