Creato Martedì, 10 Gennaio 2012 10:28 Scritto da Francesca Mancuso

La sonda russa Phobos-Grunt ha i giorni contati. Secondo gli esperti della Roscosmos, l'agenzia spaziale sovietica, il dispositivo, lanciato lo scorso 8 novembre cadrà sulla Terra attorno al 15 gennaio.
Inviata nello spazio con lo scopo di raggiungere Marte, o meglio il suo satellite Phobos, di cui avrebbe esplorare il suolo, Phobos Grunt non si è avvicinata minimamente al proprio obiettivo, a causa di un guasto verificatosi poco dopo il lancio. Il vettore Zenit-2SB ha avuto un problema a uno dei due motori, lasciando la sonda in balia del proprio destino, senza la possibilità di venire guidata da terra.
Dopo vari tentativi di mettersi in contatto con la sonda, un'antenna dell’Agenzia Spaziale Europea situata a Perth in Australia qualche tempo fa aveva captato alcuni segnali ma a poco sono valsi tutti gli sforzi effettuati negli ultimi due mesi.
Adesso è una corsa contro il tempo per capire esattamente dove e quando la sonda si schianterà. Secondo il Russian Space Web, potrebbe accadere tra il 10 e il 21 gennaio, ma tra questi il giorno più quotato è il 15 gennaio. Ma si tratta ancora di stime approssimative.
Oltre al pericolo schianto, vi è anche il rischio di una catastrofe ambientale visto che a bordo della sonda Phobos-Grunt vi sarebbero materiali radioattivi, come ha rivelato qualche tempo fa una fonte dell'industria aerospaziale russa a Interfax. Phobos-Grunt ospita infatti Cobalto 57, legato al funzionamento dello spettrometro che avrebbe dovuto cercare tracce di ferro su Phobos.
Ad esso vanno ad aggiungersi circa 10 tonnellate di UDMH (Unsymmetrical dimethylhydrazine) e di Tetraossido di diazoto (Nitrogen tetroxide). Ma gli esperti russi rassicurano, spiegando che tali sostanze si incendieranno a contatto con l'atmosfera terrestre, scongiurando di fatto altri pericoli.
A piombare sulla Terra invece potrebbero essere tra i 20 e i 30 frammenti, per un peso complessivo di 200 chilogrammi. Secondo Holger Krag dell'Esa's Operations Centre, le taniche dei carburanti sono fatte di alluminio motivo per cui dovrebbero rilasciare il loro contenuto non appena la sonda entrerà nell'atmosfera.
Spiega Krag: “Le incertezze sulle previsioni sono attualmente dell’ordine di uno, due o anche tre giorni e Phobos-Grunt compie una rivoluzione intorno alla Terra ogni 90 minuti: circa 16 orbite al giorno. Quindi è impossibile identificare un’area, al momento”.
Dopo Uars e Rosat, ci aguriamo che anche questa volta la sonda raggiunga la Terra senza conseguenze nefaste.
Francesca Mancuso