Creato Lunedì, 07 Novembre 2011 11:45 Scritto da Federica Vitale

Ha impiegato 13 giorni di viaggio, ma alla fine il satellite LARES (Laser Relativity Satellite) dell’Agenzia Spaziale Italiana è giunto a destinazione al Building S1B-CSG del centro Esa di Kourou. Era salpato lo scorso 13 ottobre dal porto francese di LeHavre.
Il satellite è il payload per il volo di qualifica del lanciatore VEGA che spiccherà il volo alla volta dello spazio nel gennaio del 2012. LARES è un progetto tutto italiano. Concepito a forma di sfera del peso totale di 390 Kg, è costruito interamente in tungsteno ed ha incastonati 92 retroriflettori. Si tratta di un satellite passivo esposto in orbita a 1.450 Km di altezza e farà compagnia agli altri due satelliti geodetici già presenti in orbita, Lageos 1 e Lageos 2, per almeno 25 mila anni, diventando in questo modo un vero e proprio satellite terrestre.
Il progetto LARES si propone di inviare da una stazione terrestre un raggio laser che verrà, a sua volta, rinviato alla stazione di partenza grazie alla sua particolare geometria di specchi. La misura del tempo di viaggio del raggio e la sua frequenza consentirà agli studiosi di verificare accuratamente l’effetto Lense-Thitting, un particolare aspetto della relatività che determina il trascinamento dello spazio-tempo dovuto ad una massa di rotazione. Nel caso di LARES, la Terra.

I dati saranno acquisiti attraverso l’International Laser Ranging Service, una rete di stazioni laser diffuse nel mondo che, grazie ad accordi internazionali stipulati tra i paesi ospitanti, offre il servizio di reperimento dei dati. Questi ultimi saranno in seguito analizzati da un centro apposito.
Tra le altre mansioni di LARES, non da ultimo quello di contribuire agli obiettivi di qualifica di VEGA, grazie al suo sistema di telemetria che analizzerà per la prima volta le condizioni del lanciatore durante la fase di lancio.
Da sempre al centro di numerosi studi, la teoria della relatività di Albert Einstein si imbatterà, grazie a LARES, nell’ennesima prova per gli scienziati. Attualmente sono due i filoni sui quali si concentrano gli studiosi: la rivelazione delle onde gravitazionali e la misura dell’effetto Lense-Thirring che, negli ultimi tempi, ha raggiunto un’accuratezza del 10 per cento. Dal satellite LARES ci si aspetta una precisione addirittura dell’1 per cento.
LARES è stato ideato presso l’Università La Sapienza di Roma e realizzato dalla CGS per conto dell’Asi. Inoltre, porterà con sé in orbita una serie di micro-satelliti del peso di 1 Kg ciascuno, realizzati da varie università del mondo. Infine, a bordo, anche ALMASAT, un altro minisatellite progettato dall’Università di Bologna.
Molte le innovazioni di LARES. Il materiale di cui è costituito, il tungsteno; il sistema di ritenzione e sgancio totalmente elettrico; mentre il sistema di sensori di bordo è stato ispirato dalle tecnologie in uso nella Formula 1. Peculiarità che fanno di LARES un piccolo gioiello della tecnologia spaziale italiana.
Federica Vitale