Creato Lunedì, 04 Luglio 2011 09:52 Scritto da Federica Vitale

Mancano pochi giorni all'ultimo attesissimo lancio dello Space Shuttle Atlantis. Venerdì 8 luglio, alle 17.26 ora italiana, vedremo per l'ultima volta levarsi in volo lo shuttle avvolto da un'esplosione di fumo. Poi, il Kennedy Space Center dovrà attendere qualche tempo prima di rivedere i propri astronauti prendere il volo dai Pad sistemati nella laguna della riserva che ospita la Nasa.
"Si tratta di tirar nello spazio oltre 2 mila tonnellate. Ve lo facciamo sembrare semplice, ma non lo è affatto!" Scherza così Doug Hurley, il pilota che porterà lo shuttle a destinazione sulla Iss. Nel compiere quest'ardua impresa, il colonnello Hurley avrà anche l'arduo compito di essere "l'ultima ruota del carro", come lui stesso si è definito. Dopo l'incidente del Columbia, nel 2003, che esplose in volo nella sua fase di rientro con a bordo sette astronauti, tutte le successive missioni erano provviste di uno shuttle di riserva pronto a partire per recuperare l'equipaggio eventualmente rimasto bloccato sulla Iss. Questa volta, però, nessuno dei due velivoli rimasti alla Nasa sarà predisposto sulla rampa di lancio in caso di emergenza.
Quel che toccherebbe agli astronauti sarebbe una permanenza forzata sulla Iss, in attesa dell'arrivo della Soyuz russa inviata a riprenderli. Il problema è che le navicelle russe, essendo piuttosto affollate, dovrebbero trasportare l'intero equipaggio, composto di quattro elementi per volta, nell'arco di un intero anno. E l'ultimo a partire sarebbe proprio il pilota Hurley. "Solitamente ci vogliono anni di addestramento per trascorrere un anno intero sulla Iss, io invece ho fatto solo nove mesi! Un colpo di fortuna se succedesse!", spiega lo stesso colonnello.
Atlantis trasporterà in orbita il Robotic Refuelling Mission, ideato per testare il rifornimento di carburante per i satelliti spaziali, e il modulo italiano multifunzione Raffaello, carico di almeno quattro tonnellate di rifornimenti per gli astronauti a bordo della Iss, oltre a un impressionante numero di macchinari e strumenti per le future missioni. Spetterà alla specialista di missione Sandra Magnus coordinare le procedure di scarico e carico del modulo. Infatti, successivamente, verranno caricati a bordo della navicella tutta una serie di strumenti progettati per lo shuttle, e lasciati di riserva sulla Iss, che ovviamente, dopo questa missione, non serviranno più.
Un lungo lavoro attende i quattro astronauti per una missione di 12 giorni, la STS-135, che non era nemmeno stata messa in programma. Solo in seguito si è resa necessaria per il trasporto del modulo Raffaello e per lo smantellamento di alcune parti della Iss non più utilizzabili dagli shuttle.

Particolarità di questo ultimo viaggio è il logo commemorativo dipinto sulla fiancata della navicella. Un disegno che riassume trent'anni di storia dello shuttle ideato da un ingegnere del Johnson Space Center, Blake Dumesnil. È la seconda volta che uno shuttle parte con un logo dipinto sulla sua struttura. La prima volta è stata con Endeavour, la precedente missione, il quale possedeva un logo dipinto su uno dei serbatoi danneggiati dall'uragano Katrina nel 2005.
Atlantis giungerà sulla stazione il 10 luglio e il giorno dopo Raffaello prenderà posto nel nodo Harmony della Iss. Il 12 luglio, invece, è in programma l'unica spacewalk della missione, resasi necessaria all'ultimo momento per riparare una pompa danneggiata per il rifornimento dello shuttle. Il distacco dalla stazione avverrà il 18 luglio per far rientro due giorni dopo, il 20 al KSC. E solo allora si decreterà la fine inderogabile dell'era shuttle.
Federica Vitale
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