Roberto Vittori sull'Iss: gli esperimenti della Missione Dama

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Dopo il ritorno di Paolo Nespoli dalla Stazione Spaziale Internazionale lo scorso 24 maggio, l’Italia è stata rappresentata nello spazio da un altro illustre astronauta Roberto Vittori. La missione DAMA (DArk MAtter) che lo ha visto impegnato sull'Iss si è appena conclusa. Proprio oggi lo Shuttle Endeavour, che lo aveva portato nello spazio, è ripartito verso la Terra, dove atterrerà il prossimo mercoledì.

In tutto i payload portati a bordo di Endeavour sono stati sei e rappresentano il risultato di un programma congiunto tra Asi e Aeronautica Militare. Al progetto hanno partecipato numerosi atenei italiani, PMI e diversi centri di ricerca nazionali. Tali esperimenti avranno importanti conseguenze sulle ricerche nel campo della radiobiologia, della biomedicina, della fisiologia degli organismi e della biologia cellulare.

Il giorno dopo il lancio dello shuttle, alle 16 (ora italiana), il primo esperimento a essere messo a punto è stato BIOKIS, realizzazione della Kayser di Livorno. L’astronauta Gregory Johnson ha effettuato le operazioni di payload in orbita. Il 19, invece, Vittori ha attivato l’Experiment Unit (Germination) che fa parte dell’esperimento BioS-SPORE. Tutti le sperimentazioni di BIOKIS spaziano nel campo della biologia cellulare e della radioprotezione.

Il 19 maggio è stata anche la volta di IENOS. Ancora Vittori a lavoro nelle sequenze di posizionamento dei tre sensori di questo ‘Naso Elettronico’. Le tre unità di cui è composto sono state collocate all’interno dell’US Lab. e sono state rimosse solo nel momento di undocking dello shuttle. Questa particolare strumentazione ha monitorato la qualità dell’aria durante tutto il periodo di permanenza dell’equipaggio a bordo della Iss. Anche questo esperimento può dirsi italiano poiché nato e realizzato dal Dipartimento di Elettronica della Facoltà di Ingegneria di Roma Tor Vergata.

VIABLE ISS è stato sistemato sulla stazione orbitante subito dopo IENOS, alle 13.30. Rimarrà agganciato alla stazione per almeno tre anni con il fine di monitorare i generi di biocontaminazione da batteri e funghi presenti sulla Iss. L’esperimento proviene dal Dipartimento di Agrobiologia e Agrochimica dell’Università della Tuscia.

Il 22 maggio ha presso avvio il progetto IFOAM. Lo studio, sempre attivato dal nostro Vittori, si basa sulla realizzazione di una schiuma polimerica, ovvero una molecola costituita da un elevato numero di gruppi molecolari. L’esperimento è stato sviluppato dal Dipartimento di Meccanica della Facoltà di Ingegneria dell’Università Tor Vergata di Roma. Sono tre i suoi principali obiettivi: verificare il processo di recupero delle geometrie di materiali di forma, testarne di nuovi e realizzare strutture con la possibilità di espandersi e posizionarsi in modo autonomo.

L’esperimento ASIA for Human Flight si pone nella prospettiva futura delle missioni spaziali di domani. Il progetto nasce a Roma, con la collaborazione dell’Information Technologies Services e del Campus Biomedico. Il programma intende sviluppare un algoritmo che, avendo come punto di partenza i dati biologici di qualsiasi astronauta, ne prospetti l’evoluzione della decalcificazione ossea. Il fine è di elaborare una strategia curativa e preventiva.

Infine, APE (Astronaut Personal Eye). Il piano di lavoro di questo ultimo esperimento, messo a punto da Vittori il 20 maggio, prevede di sviluppare una tecnologia per realizzare un micro-veicolo spaziale da utilizzare sia all’interno che all’esterno dei veicoli orbitanti. Soprattutto, questo mezzo sarà di supporto nelle attività umane previste dalle operazioni extraveicolari durante le prossime spacewalks.

Federica Vitale

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