Sonda Messenger: alla scoperta di Mercurio

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Forse non è stata molto pubblicizzata, spazzata via dalle notizie sul terremoto in Giappone, sulla Superluna e sulle ultime vicende di politica estera, ma la Nasa si è avvicinata sempre ad un altro traguardo storico. Per la prima volta, infatti, grazie alla sonda Messenger, ne sapremo di più riguardo a una delle zone inesplorate (fino ad ora) del nostro sistema solare. Dopo 6 anni di viaggio, lo scorso 17 marzo, la sonda è entrata nell'orbita di Mercurio.

È un vero e proprio momento storico, che potrà fare da spartiacque tra il passato e il futuro delle nostre conoscenze riguardo al sistema solare. Su Mercurio, il pianeta più vicino al Sole, per ovvie ragioni non sappiamo molto. Circa 35 anni fa fu studiato in maniera molto superficiale dalla sonda Mariner 10, ma fino ad ora è stato soltanto osservato a distanza grazie ai telescopi.

Ma proprio per la sua posizione, potrebbe essere un tassello molto imporante per lo studio dell'universo. Una delle caratteristiche che lo contraddistingue, oltre alla prossimità alla nostra grande stella, è il fatto che possiede il moto di rivoluzione più rapido. Sappiamo inoltre che le sue dimensioni sono circa metà della Terra e che la sua superficie appare 'bucherellata' a causa delle piogge di meteoriti.

Così, dopo oltre 6 anni di viaggio, Messenger è finalmente entrato all'interno dell'orbita di Mercurio, proprio nel momento in cui il pianeta si trova più vicino al Sole.

Grazie agli avanzatissimi strumenti a bordo, la sonda cercherà di rivelare i misteri che ancora avvolgono il pianeta, tra cui la possibile presenza di ghiaccio ai poli nonostante la tempertatura di 500 °C e il particolare nucleo di metallo, che occupa quasi interamente la parte interna del pianeta e che, secondo alcuni studiosi, potrebbe essere associato ad una attività vulcanica recente.

Tuttavia, per saperne di più si dovrà attendere fino all'11 maggio prossimo, quando saranno a disposizione della Nasa i primi dati. Non sarà uno studio esclusivamente americano. A dar man forte alla Nasa, nel 2014 interverrà anche l'Europa con la sonda BepiColombo dell’Esa, realizzata in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Giapponese, la Jaxa. "L'assetto è fantastico - ha commentato il capo missione, Ed Weiler - Assistiamo a qualcosa di storico, anche perché ci apprestiamo a vedere cose di Mercurio che non sono mai state viste".

Tutto secondo i piani, dunque. A confermarlo è stato anche il capo ingegnere Eric Finnegan secondo cui "Messenger è in ottima posizione, in un'orbita che lo porta addirittura a soli 193 chilometri dalla superficie del pianeta. Si tratta del risultato che più si avvicina alla perfezione".

Francesca Mancuso

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