Akademik Lomonosov: la centrale nucleare galleggiante

centrale nucleare galleggiante

Si chiama Akademik Lomonosov, è lunga 140 metri, larga 30 e alta 10, ha un peso di 21.500 tonnellate e un equipaggio di 70 persone. Non una innocente imbarcazione, ma una centrale nucleare galleggiante: è la Akademik, un generatore elettrico a combustibile nucleare galleggiante.

KLT-40C è un vero e proprio reattore nucleare costituito da generatori di vapore, pompe di raffreddamento dei reattori, scambiatori di calore, pressurizzatori, valvole e tubazioni, il tutto chiuso in un vaso di contenimento ermetico in acciaio, in grado di resistere a pressioni elevatissime. Con un “pieno” di combustibile produce 70MW (il fabbisogno di circa 200.000 persone) e può funzionare anche da “desalinizzatore” con una capacità di produzione di 240.000 metri cubi al giorno di acqua potabile - in grado di servire una piccola città per intenderci - ed in grado di far “risparmiare” l’equivalente di 200.000 t di carbone o 100.000 di idrocarburi l’anno.

La Rosatom, l’agenzia per il nucleare Russa, è la proprietaria di questa centrale nucleare ambulante. Aspettative di vita? 40 anni, “tagliando” ogni 12 e rifornimento di combustibile nucleare ogni 3 anni. Lo sviluppo di questo progetto ha sollevato molte domande sui rischi ambientali connessi alla presenza di una centrale nucleare sulla superficie del mare. La preoccupazione principale è che la nave possa produrre grandi quantità di vapore radioattivo ed avere per questo effetti devastanti sui centri abitati limitrofi.

Inoltre le attività sismiche sono frequenti nella regione della Kamchatka, dove l’Akademik Lomonsov è attualmente costruita e collaudata. Un forte terremoto con relativo tsunami potrebbe spazzare via la chiatta con i due reattori nel tempo di un respiro, causando così il rilascio di materiali fissili e scorie nucleari.

Secondo i gruppi ambientalisti le centrali nucleari galleggianti sono di gran lunga più esposte agli incidenti rispetto alle centrali a terra e rappresentano una evidente minaccia per gli habitat marini. D’altra parte, se sulla terra c’è qualcuno che ha dimestichezza con i reattori nucleari in mare questa è la Russia, che da 50 anni si “prende cura” delle famose rompighiaccio a propulsione nucleare ed i famigerati sommergibili a propulsione atomica.

Visti i recenti fatti di Fukushima Daiichi, vittima proprio di uno tsunami, è ancora il caso di investire in questo tipo di risorsa energetica? Che galleggino o meno, rimangono sempre dei reattori nucleari, con tutte gli aspetti, positivi e negativi, già noti.

Andrea Pallini

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