I primi risultati della missione di Cameron negli abissi

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Arrivano i primi risultati della storica immersione di James Cameron nella Fossa delle Marianne. Lo scorso marzo, il regista di Avatar ha visitato il punto più profondo del pianeta, a bordo del suo sommergibile, il Deepsea Challenger. Ed ecco cosa è stato scoperto durante le quattro ore di viaggio e durante la missione di prova nella Fossa della Nuova Britannia.

Chi ha avuto la fortuna di analizzare i dati raccolti durante l'affascinante spedizione, ha già avuto un assaggio degli ecosistemi misteriosi che si trovato a 11 km di profondità. Il microbiologo Douglas Bartlett dell'Università della California San Diego, ad esempio, ha descritto dei crostacei anfipodi raccolti nella trincea della fossa della Nuova Britannia, decisamente over-size. Questi animali di solito misurano un paio di centimetri, ma quelli avvistati nei fondali erano anche cinque volte più lunghi, con dimensioni massime fino a 17 centimetri.

Ma non solo. Bartlett ha anche osservato che i cetrioli di mare, noti anche come oloturie, erano molto presenti in alcune zone della fossa della Nuova Britannia, e alcune delle specie ritrovate potrebbero essere del tutto sconosciuto.

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La geologa marina Patricia Fryer della University of Hawaii ha descritto alcune delle più profonde sorgenti marine finora inesplorate. Queste infiltrazioni, in cui l'acqua riscaldata da reazioni chimiche presenti nelle rocce vengono filtrate attraverso il fondo marino, potrebbero offrire nuovi spunti su come la vita ebbe origine sulla Terra.

E l'astrobiologo Kevin Hand del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California, ha parlato di come la vita in questi ecosistemi potrebbe essere associata all'evoluzione della vita su altri pianeti.

Francesca Mancuso

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