La manta ispira i veicoli sottomarini del futuro

Manta

Secondo diversi scienziati, uno dei più promettenti approcci alla ricerca è quello che possiamo identificare come bio-inspired. Si tratta in sostanza di questo: valutare quali siano le migliori soluzioni proposte dalla natura al problema di interesse, studiarle a fondo e cercare di imitarle, eventualmente apportando ulteriori miglioramenti, se possibile.

Naturalmente si tratta di un percorso non semplice, ma senz’altro ricco di soddisfazioni, dato che consente di coniugare biologia e ingegneria, lo studio della natura con la progettazione di un nuovo sistema. La professoressa Hilary Bart-Smith, che dirige un importante gruppo di ricerca dell’università della Virginia, ha deciso di correre il rischio. Progetterà i suoi nuovi veicoli sottomarini autonomi seguendo quello che si caratterizza come uno dei modelli di nuoto più efficaci ed eleganti in natura: la manta.

Studiando la meccanica di nuoto della manta infatti è emerso come il rapporto tra l’energia necessaria per il movimento sia davvero ridotta in rapporto alla velocità e alla capacità di cambiare direzione in modo preciso e repentino.

Un veicolo sottomarino in grado di muoversi con tale precisione e rapidità rappresenta un prodotto di sicuro interesse, secondo la professoressa Bart-Smith e non solo. L’avvio della ricerca ha infatti già destato interesse non soltanto negli ambienti militari, ma anche in ambito di sorveglianza, oltre che di esplorazione. A testimonianza della rilevanza del progetto anche dal punto di vista strettamente scientifico, il gruppo dell’università della Virginia si è assicurato la collaborazione di altri istituti, tra cui la ben nota e prestigiosa Università di Princeton.

Damiano Verda

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