Satellite Artemis: nei cieli la comunicazione è via laser

artemis

Il 12 luglio 2001, un problema nell’immissione all’interno della prima orbita di trasferimento avrebbe potuto segnare la prematura e immediata fine della missione del satellite Artemis, lanciato dall’agenzia spaziale europea (ESA).

Soltanto una combinazione di sofisticati sistemi di controllo e procedure di recupero estremamente flessibili (per l’epoca davvero avveniristica), ha permesso dopo 18 lunghi mesi di manovre, un prodigioso recupero per poi continuare con la missione come previsto.

Artemis ha da poco festeggiato il suo decimo compleanno e l’importanza scientifica dei risultati ottenuti tramite tale satellite è di assoluto rilievo. Per la prima volta, grazie ad esso, si è potuta creare una comunicazione tramite laser tra satelliti su orbite differenti. Per la prima volta, con Artemis, un satellite è stato ampiamente riprogrammato in orbita.

Tramite tale satellite, gli scienziati sono stati in grado di osservare immagini della Terra prese da 35mila Km di quota con una grande rapidità nel trasferimento dei dati, che possono essere visualizzati quasi in tempo reale.

Insomma un pessimo inizio, seguito da una ripresa straordinaria. Una vittoria in rimonta, di quelle da ricordare, contro la paura e l’apparente impotenza. Una vittoria di cui fare tesoro, anche al di là dell’aspetto scientifico: buon compleanno, Artemis.

Damiano Verda

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