Rifiuti spaziali: in aiuto uno spray prodotto dall'Università di Bologna

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Il problema della spazzatura non è soltanto di questo mondo. Anche in orbita, come abbiamo più volte ricordato, vi è una gran quantità di rifiuti, che girovaga per lo spazio. Anni di missioni e di lanci hanno prodotto detriti e resti di navette, satelliti e quant'altro.

La soluzione però potrebbe essere fornita dall'Università di Bologna, che ha realizzato uno spray in grado di ridurre il problema. Come? La speciale schiuma, che verrà spedita in cielo con un razzo sonda dell'Esa nel marzo del 2012 dalla base di Kiruna, in Svezia, riuscirà a trascinare i detriti fuori dall'orbita o ancora li farà precipitare a causa del peso, e poi sarà l'atmosfera a bruciarli. Ciò avviene perchè la schiuma è in grado di espandersi fino a 10 volte e indurirsi, consentendo così l'allontanamento o la caduta dei rifiuti.

Il progetto ‘Redemption’ (Removal of Debris using material with phase transition – Ionospherical tests) è stato scelto tra gli otto che saranno sperimentati dall’Agenzia spaziale europea (Esa), all’interno del programma Rexus/Bexus.

Se funzionerà, lo spary risolverà un problema non da poco. Lo scorso anno l' Esa quantificò addirittura la quantità di rifiuti spaziali che orbitano attorno alla Terra: 500 mila oggetti di varie dimensioni, di cui il 37,7% è costituito da ferraglia, frammenti di satelliti militari, commerciali e scientifici. Il 31,3 % è costituito da carichi abbandonati, il 16,6 % da pezzi di vettori, il 13 % da oggetti persi nel corso di passeggiate spaziali e infine l'1,3 % dai cosiddetti detriti anomali.

Ci si augura che la soluzione offerta dall'Università di Bologna riesca a contrastare il problema.

Francesca Mancuso

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