Vesta: adesso non è più così lontano

Asteroide_Vesta

A oggi, la sonda Dawn, lanciata dalla Nasa quasi quattro anni fa, ha percorso 2,7 miliardi di chilometri, proprio come previsto dagli scienziati. Il 16 luglio, in perfetto accordo con la tabella di marcia, il satellite entrerà nell’orbita dell’asteroide Vesta, trovandosi a una distanza di 16 mila Km da esso, distanza paragonabile alla lunghezza del diametro della Terra.

Così spiega l'Inaf, anche le procedure di calibrazione e collaudo degli strumenti di osservazione procedono senza intoppi. Addirittura, già le ultime immagini rilevate, sebbene a notevole distanza, risultano di interesse scientifico, avendo una definizione circa doppia rispetto a quelle ottenute tramite il telescopio spaziale Hubble.

Interessanti anche le informazioni ottenute tramite lo spettrometro a immagini nel campo del visibile e nel vicino infrarosso, fornito dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), con la collaborazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Vesta viene infatti già ora visualizzato così come appare a due lunghezze d’onda distinte: una nel campo del visibile, l’altro dell’infrarosso.

A mano a mano che la missione proseguirà, si avranno a disposizione fino a 432 lunghezze d’onda distinte per l’acquisizione dell’immagine, potendo ricavare, tramite analisi spettrale, importanti informazioni circa la composizione di Vesta.

La composizione infatti risulta particolarmente importante dato che, secondo alcuni scienziati, tra cui Tom McCord, membro del team che si occupa della sonda Dawn, Vesta non dovrebbe essere considerato un asteroide, ma piuttosto un oggetto più evoluto, per certi versi più simile a pianeti come Venere o Marte, o la Terra stessa.

Damiano Verda

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