iPhone 4, affaire antenna. Jobs: "Nessuno è perfetto". Eppoi l'attacco a Nokia

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Nessuno è perfetto, "non siamo perfetti". E "nemmeno i cellulari lo sono". Steve Jobs fa un passo indietro durante la conferenza stampa tenutasi presso il quartier generale di Cupertino, in merito all'affaire 'antennagate'. Erano presenti anche molti giornalisti, e a loro il CEO di Apple ha ribadito: "Vogliamo che tutti i nostri utenti siano soddisfatti".

Schietto e conciso, anche perché "si tratta di una sfida che tutta l'industria deve affrontare. Da parte nostra c'è il massimo impegno - ha precisato il numero uno della Mela- ma ogni dispositivo cellulare ha i suoi punti deboli". Come a dire, il problema di ricezione c'è per l'iPhone 4, ma la stampa di settore ci ha speculato sopra. E in maniera sproporzionata.

Allora si fa come in classe: io non ho fatto i compiti, ma non li hanno fatti nemmeno i miei compagni. Così Jobs ha dimostrato che "certe problematiche" non coinvolgono solo Cupertino. E lo ha fatto con tanto di video che hanno messo in evidenza alcuni intoppi sul segnale per il BlackBerry Bold 9700 e HTC Droid Eris.

Quindi la replica di RIM e Nokia, che hanno accusato la Apple di "voler distogliere l'attenzione dai propri problemi, rilanciando una propaganda inaccettabile. Una cosa è sicura - hanno poi aggiunto i due CEO di RIM, Mike Lazaridis e Jim Balsillie - i nostri clienti non hanno affatto bisogno di utilizzare una custodia per mantenere una connettività corretta".

L'affondo si sente, ma Cupertino corre ai ripari e rende noto che "tutti coloro che hanno già acquistato un esemplare del nuovo Melafonino potranno richiedere una custodia gratuita entro il prossimo 30 settembre". Perchè Jobs era stato chiaro: "Basta un qualsiasi case per ricevere il segnale". E case sia, dunque.

Tuttavia, i numeri presentati dal leader della Mela fanno più pensare a mediatici allarmismi. Secondo Jobs, infatti, "solo lo 0,55 per cento degli utenti si sarebbe rivolto ai servizi di AppleCare a causa dell'antenna". E sarebbe "pari all'1,7 per cento il tasso di restituzione di iPhone 4, a fronte di un 6 per cento riscontrato per iPhone 3GS durante lo stesso periodo circa un anno fa".

Nel frattempo, però, gli occhi degli analisti restano aperti. La prima soluzione, da quanto si apprende, pare si quella di isolare meglio dall'interno le antenne perimetrali dello smartphone. Sul mercato italiano il melafonino potrebbe perciò sbarcare in versione già riveduta e corretta.

Infine il CEO di Apple ha provato a dare un taglio alla vicenda: "Sapevamo che, tenuto il device in un certo modo, le tacche sarebbero scomparse, un po' come accade in ogni altro smartphone - ha osservato Jobs - Non credevamo questo costituisse un così grande problema. Vogliamo che tutti i nostri utenti siano soddisfatti. E se voi non sapete questo di Apple, allora non conoscete Apple".

Augusto Rubei

Fonte foto: http://www.cupmagazine.com/

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