Creato Giovedì, 30 Giugno 2011 08:45 Scritto da Annalisa Di Branco

Non è un caso che la maggior parte degli incidenti stradali, specie in estate, veda il coinvolgimento dei più giovani: sono i più inesperti, e in particolari condizioni (maltempo, assunzione di alcool e droghe) l’età può fare la differenza.
Per i genitori restano in gioco due sole opzioni: impedire ai propri figli di guidare in autonomia, trattandoli come se fossero ancora poco più che bambini, o fidarsi e probabilmente non dormire la notte.
Dall’Università del Michigan giunge però un’alternativa che, per quanto bizzarra, sembra recare buoni risultati in termini di sicurezza per i giovani guidatori: il Checkpoints Program. Si tratta in pratica di un regolare contratto genitori-figli, che stabilisce una serie di regole da rispettare al volante, dalle più generiche a quelle personalizzate. Il programma individua quattro elementi cruciali di rischio su strada: la guida in compagnia di altri teenagers, la guida di notte, le condizioni di maltempo e l’alta velocità.
Sulla base di questi elementi, l’accordo standard stabilisce una lista di linee guida che il giovane conducente è tenuto a rispettare, previa la mancata consegna delle chiavi:
Il contratto è poi personalizzabile a seconda delle esigenze familiari, e sul sito di riferimento è possibile trovare tutta una lunga lista di consigli utili perché le regole vengano rispettate e il contratto sia il più efficace possibile.
Secondo il creatore del Checkpoints Program Bruce Simons-Morton, dell’Istituto Nazionale per la Salute, l’accordo funziona piuttosto bene: è stato testato in diversi stati, e i sottoscrittori hanno avuto generalmente una percentuale di problemi su strada assai ridotta rispetto alla norma.
Tuttavia, è difficile credere che basti una firma a garantire la sicurezza di un figlio alla guida: le variabili in gioco sono moltissime, e la bugia è senza dubbio quella più temibile.
Annalisa Di Branco