Creato Lunedì, 21 Marzo 2011 08:32 Scritto da Roberta De Carolis

Questa la deduzione immediata che gli utenti probabilmente faranno tra poco, grazie all’autorizzazione a procedere dell’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN) per l’assegnazione dei domini .xxx ai siti per soli adulti. L’ICANN ha infatti votato a favore della stipula di un contratto con il Registro dei siti web ICM per vendere i domini .xxx, dopo una battaglia che ha ormai superato la decade.
Dopo un’iniziale approvazione della proposta, l’ICANN, l’ente no profit che ha il compito di assegnare gli indirizzi IP e di gestire il sistema dei domini generici di primo livello (quelli scritti nell’ultima parte di un dominio web, usati da particolari organizzazioni senza dipendenza territoriale, come .net, .com, .info), il 10 maggio 2006 revocò la sua decisione; il 5 gennaio 2007 rivalutò nuovamente la richiesta che fu poi comunque respinta il 30 marzo 2007. Ma il 25 giugno 2010 è stata definitivamente approvata, dando inizio alla procedura di attivazione al Registro ICM.
La discussione verte su alcuni aspetti chiave. Uno dei principali punti a favore, che ha spinto l’ICANN ad approvare la proposta, risiede nel fatto che i clienti potranno più facilmente trovare questi siti, visto che saranno inequivocabilmente distinti. L’altro è legato più ad aspetti di sicurezza, poiché questi domini saranno obbligati a proteggere gli utenti dallo scambio di identità e da frodi sulla carta di credito, nonché a non diffondere immagini pedo-pornografiche.
Tuttavia ci sono molti dubbi che questa iniziativa sia realmente risolutiva. Innanzitutto perché non è possibile obbligare qualcuno a registrare il proprio sito sotto un dominio specifico, per il semplice fatto che nessuno è obbligato a dichiarare la destinazione del proprio spazio quando ne viene richiesto l’acquisto. I gruppi religiosi più conservatori temono anche che questa proposta abbia l’effetto di legittimare la pornografia via Internet.
A questo si aggiunge una riflessione sul concetto stesso di pornografia: Internet è un mezzo di comunicazione globale, quindi ogni decisione che lo riguarda deve essere internazionale, ma sappiamo che il concetto di 'porno' è molto diverso da una Nazione ad un’altra. Quindi, chi deciderà cos’è pornografico?
Per ora il successo dell’iniziativa non si può misurare con dati certi, anche perché deve ancora essere ultimata. Tuttavia l’amministratore delegato dell’ICM, Stuart Lawley, afferma di aver già ricevuto 189 mila pre-registrazioni a domini .xxx e ne attende altre 500 mila al lancio del nuovo dominio, che si attende per il secondo quarto del 2011, quindi non prima di Maggio.
Inoltre, se tutto ciò sarà servito ad evitare di incappare accidentalmente in siti porno, magari in fasce protette e sotto gli occhi dei minori, non è possibile proprio prevederlo adesso e una misura di questo non arriverà di certo con la velocità del web.
Roberta De Carolis