A Bologna il chirurgo e' un robot

chirurgiarobot

Precisione chirurgica per i robot in sala operatoria. All'ospedale Sant'Orsola di Bologna è un ‘braccio bionico’ a operare con una capacità di movimento più ampia e un ingrandimento tridimensionale delle immagini, che permette di vedere in maniera molto chiara il campo operatorio.

L'obiettivo? Interventi sempre più precisi e caratterizzati da un recupero più veloce, ma anche una minore perdita di sangue e una riduzione delle possibili complicanze post operatorie.

Sono questi i vantaggi offerti dal chirurgo robot Hal che opera al Policlinico bolognese. Al momento il robot ha “lavorato” nel campo urologica, effettuando degli interventi alla prostata ma presto potrà operare anche in altri campi, ad esempio nella chirurgia della pelvi femminile, per i quali i chirurghi hanno già avviato il percorso formativo.

Merito dei suoi bracci bionici, che hanno una capacità articolativa maggiore rispetto al braccio e al polso umani. Il robot migliore dell'uomo? Sicuramente più abile a livello di movimenti. Ciò garantisce anche una maggior precisione.

Non solo braccia ma anche vista. Il robot è in grado di “vedere” immagini tridimensionali con un ingrandimento fino a 12 volte. In questo modo il chirurgo può entrare all'interno dei tessuti riuscendo ad individuare con maggior chiarezza nervi, fibre muscolari e vasi.

La telecamera, inoltre, può essere utilizzata su uno qualsiasi dei quattro bracci operativi, secondo le necessità del chirurgo.

Tra i vantaggi anche la riduzione del sanguinamento e di conseguenza un campo operatorio più pulito, una maggiore precisione.

Attualmente vengono effettuati 3 interventi ogni settimanaspiega il professor Giuseppe Martorana, direttore dell’Unità operativa di Urologia. “L’avvento del robot al Sant’Orsola, infatti, si inserisce in un contesto importante nell’ambito del trattamento del tumore della prostata, quello della nascita della ‘Prostate Cancer Unit’ avvenuta nel giugno 2014, all’interno della quale un pool di esperti tra radiologi, radioterapisti, anatomopatologi, oncologi e urologi si confrontano per ottimizzare la cura del tumore prostatico, potendo offrire le migliori tecnologie disponibili”.

Francesca Mancuso

Seguici su Facebook, Twitter e Google+

LEGGI anche:

Mazor, il primo robot della chirurgia spinale in Italia

Ecco il chirurgo robot negli ospedali

Google Glass in sala operatoria: guideranno i chirurghi a distanza

Smart OR: all'Ismett di Palermo la prima sala operatoria intelligente

robot, chirurgia robotica

Pin It

Cerca