La Cina ricorre ai droni per combattere lo smog

La Cina ha iniziato a ricorrere a dei droni per l'ispezione di quelle aree sottoposte a forte inquinamento: ad annunciarlo, secondo quanto scrive l'agenzia Xinhua, è stato il vice ministro della Protezione Ambientale Zhai Qing. Pechino, Shanxi e Hebei saranno le province sotto ricognizione.

I velivoli, ha proseguito lo stesso Quing parlando nel corso di una tavola rotonda a cui erano presenti esperti del settore, saranno in grado di supervisionare circa 70 chilometri quadrati in due ore di volo giornaliere e, ad oggi, avrebbero già supportato il governo nella risoluzione di almeno 200 casi riconducibili alla tutela dell'ambiente. I droni saranno dotati di dispositivi ad infrarossi per consentire loro di operare nelle ore notturne.

L'operazione rientra nel progetto guidato dalla China Meteorological Administration. In sostanza si tratta di aerei senza pilota progettati ad hoc per disperdere le particelle inquinanti sopra le città grazie ad un dispositivo montato sopra il mezzo chiamato "Parafoil".

A realizzarli è stata la società statale Aviation Industry Corp of China (AVIC) e possono trasportare fino a 700 chilogrammi di prodotti chimici anti-smog. Questi particolari prodotti (catalizzatori chimici) reagiscono poi con le particelle di smog e "bloccano" le sostanze inquinanti facendole cadere a terra.

La lotta all'inquinamento rientra tra le priorità dell'agenda cinese. Lo scorso 21 febbraio le autorità di Pechino hanno ordinato la chiusura o la riduzione di lavoro a più di 100 fabbriche dopo aver innalzato al grado arancione, il secondo più alto, l'allarme smog nella capitale.

Ad oggi sono 36 le fabbriche chiuse completamente, mentre a 75 è stato chiesto di ridurre la produzione. Le autorità di Pechino hanno inoltre chiesto ai cittadini di non uscire di casa o comunque di limitare le attività all'aperto.

Sono diversi gli specialisti che considerano la stagione di smog come una sorta di "inverno nucleare". Livelli di polveri sottili alle stelle erano stati registrati nel 2013 anche a Shanghai, dove il sole a volte sembra non sorgere poichè perennemente coperto da una coltre di smog che impedisce ai raggi di filtrare.

Nell'aria di una delle città più grandi del Paese asiatico era stata rilevata una concentrazione di polveri sottili nocive pm 2,5 pari a 602,5 microgrammi per metro cubo, mentre il limite di sicurezza indicato dall'Oms è di 25 microgrammi.

In quanto città costiera, solitamente Shanghai ha un livello di inquinamento dell'aria che oscilla fra basso e modesto a seconda dei periodi, ma le recenti condizioni meteo hanno reso l'aria della città stagnante.

Capablanca

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