Arriva il Super Bowl dei robot

Sarà il Super Bowl dei robot. Anche se il mondo reale non ha ancora raggiunto il futuro di “Star Wars”, in un certo senso, ci sta andando sempre più vicino. Alcune delle unità mondiali più sofisticate si stanno infatti dirigendo in Florida per una maxi-competizione sponsorizzata dal Dipartimento di Difesa americano. 

 

 

Diciassette robot umanoidi, tra i migliori al mondo, saranno valutati per le loro caratteristiche e potenzialità. Insomma, saranno analizzati in tutte le loro funzioni, ma soprattutto nella reazione di rispondere a situazioni di emergenza. Ovvero nel muoversi in zone disastrate, in cui le condizioni potrebbe essere pericolose per gli esseri umani.

Parliamo di futuro, ma non di fantascienza. Perché gli stessi robot che si presenteranno in Florida per la finalissima sono controllati da persone in carne ed ossa, le quali dettano le azioni che l’automa deve intraprendere.

Il team che si aggiudicherà la gara riceverà un premio in denaro pari a 2 milioni di dollari, sostenuto dalla Defense Advanced Research Projects Agency (l’Agenzia per i progetti di ricerca avanzata per la difesa), più conosciuto con la sigla DARPA. Si tratta dell'agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare. 

Tra i candidati c’è anche un progetto finanziato dalla Lockheed Martin e realizzato con l'aiuto di un gruppo di studenti dell' Università della Pennsylvania e del Rensselaer Polytechnic Institute di New York. Il robot progettato presso la Carnegie Mellon University di Pittsburgh si chiama invece CHIMP: alto poco più di un metro e mezzo l’automa rientra tra i 10 robot costruiti da zero negli ultimi 14 mesi per la competizione.

Anthony Stentz, il direttore del National Robotics Engineering Center presso la Carnegie Mellon, ha spiegato che nelle intenzioni della compagnia era progettare “un robot grande come un umano, capace di adattarsi ad un ambiente dove operano, appunto, umani”. Ad esempio, “camminare su due gambe, e questo rappresenta già “una grande sfida ingegneristica”. 

Capablanca

 

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