I 5 droni che ci salveranno dalle catastrofi (naturali e non)

Incredible HLQ

Dagli scenari di guerra a quelli di un disastro o calamità, dall’utilizzo contro l’uomo ad un uso per l’uomo: si parla di droni. Alcuni corpi di polizia (vedi artificieri e anti sommossa) sono già provvisti di modelli totalmente teleguidati per disinnescare ordigni o monitorare le folle. Ma alla luce degli ultimi, drammatici, eventi di Boston e, di poche ore fa, di West in Texas, dove è esplosa una fabbrica di fertilizzanti causando immediatamente 70 morti e 100 feriti, l’ipotesi di utilizzare queste macchine, nate per la guerra, in scenari civili si fa sempre più concreta, quasi pressante.

Negli ultimi anni la tecnologia ha fatto passi importanti – purtroppo spesso a causa e non grazie alle esigenze belliche – soprattutto nelle capacità di movimento, di supporto logistico ed analisi e mappatura del terreno. Chiaro, la presenza di un uomo, di un medico o artificiere, di un tecnico o un infermiere, non è e non sarà mai sostituibile, o almeno non nell’immediato, ma è altrettanto vero che dove può arrivare un drone non può spingersi un uomo.

Quelli che seguono sono 5 esempi di droni, alcuni in fase di realizzazione altri già utilizzati, che potrebbero “salvarci la pelle” in caso di futuri disastri.

MQ-8C Fire Scout

Si tratta di un vero e proprio elicottero, già operativo, completamente teleguidato ed impiegato per le evacuazioni mediche o il salvataggio; nell’abitacolo, una volta destinato all’equipaggio, possono trovare posto o una squadra EMS per il trasporto medico o carburante aggiuntivo per rimanere a lungo in volo.

MQ-8C Fire Scout

Quadrotors

Una telecamera in grado di riprendere a 360° sostenuta da quattro rotori in grado di compiere qualsiasi tipo di evoluzione aerea; maneggevole, contenuto nelle dimensioni, adatto alla ricognizione delle aeree disastrate.

Quadrotors

Swarm of Swiss robots

Dove non arriva l’occhio del Quadrotors dal cielo arriva lo “sciame” sul terreno; questi piccolissimi droni emulano il comportamento delle formiche a caccia di cibo, perlustrando e “scannerizzando” il terreno in lungo e largo fornendo importantissime informazioni che, per ovvi motivi, non possono essere fornite dallo sguardo dei droni volanti. Svantaggio: ogni piccolo drone ha un “pilota” umano. Più e vasta l’area maggiore è il numero di droni impiegati e quindi di uomini che li telecomandano.

Incredible HLQ

Anch'esso un quadrirotore, è stato progettato per portare i soccorsi (anche generi di primissima necessità o primo soccorso) in luoghi dove le persone non possono accedere, o non possono accedere abbastanza velocemente, in caso di emergenza. Tutt’ora in fase di sviluppo.

The Pars Aerial Rescue Bot

Di nuovo un quadrirotore “spara ciambelle”…di salvataggio. Utilizzato per il soccorso vicino alla costa o comunque in mare, questo drone può volare in qualsiasi condizione metereologica, anche tra le più severe, raggiungere il naufrago e rilasciare un dispositivo di salvataggio in grado di tenerlo a galla fino all’arrivo dei soccorsi veri e propri. Già da diversi anni, invece, tutti i corpi militari e paramilitari del mondo fanno un massiccio uso di piccoli “cingolati” dotati di telecamere e sofisticati bracci meccanici che di volta in volta sono in grado di disinnescare o far brillare un ordigno (Talon, The Land Shark EODS) piuttosto che riuscire a raggiungere tra le macerie un corpo, per esempio, dopo i crolli dovuti ai terremoti (earthquake-response rescue robots).

Pars Aerial Rescue Bot

La domanda da porsi è: se non ci fossero stati i conflitti, le guerre, saremmo comunque arrivati all’invenzione e l’utilizzo dei droni a scopi civili e umanitari? Davvero la guerra, il conflitto tra gli uomini, sono l'unico stimolo all’intelligenza umana, laddove dovrebbe essere la ricerca della pace l'unico motore dell'intelligenza umana.

Andrea Pallini

Leggi anche:

- ePatrol di BMW: il veicolo della polizia del futuro sarà un drone

- Zanzara drone: nuovo prodigio della nanotecnologia

Pin It

Cerca