Robot: in futuro sapranno improvvisare

Robot improvvisare

Legare concetti, persone, aree del sapere, apparentemente distanti e senza tratti comuni: potrebbe forse essere una buona definizione di ricerca. E cosa pare più lontano di un robot dal concetto di improvvisazione? Il robot infatti non è altro che una macchina particolarmente evoluta, perciò ritenuta strutturalmente incapace di improvvisare, attività tipicamente umana. Alcuni tra i più importanti gruppi di ricerca in ambito robotico però sembrano intenzionati a smentire il senso comune.

Ad esempio, cinque università americane si sono impegnate in un progetto congiunto dedicato a rendere significativamente più agile e reattivo il volo di un drone, ovvero di un aereo senza pilota, guidato cioè in modo completamente automatico. Non soltanto infatti il drone dovrà essere in grado di seguire un percorso prefissato, ma anche di evitare ostacoli mobili, che possono venire a trovarsi lungo il suo cammino, adattando la traiettoria da seguire per raggiungere l’obiettivo.

Il modello di riferimento è quello del volo del piccione. I piccioni si trovano infatti a stimare la distanza tra sé e gli oggetti percepiti sulla base della propria vista, equivalente grosso modo a un’immagine a bassa risoluzione. Il processo decisionale somiglia quindi da vicino a quello che deve essere messo in atto da un drone. I piccioni si dimostrano inoltre in grado di prendere decisioni efficaci anche all'ultimo momento, a poca distanza dall’ostacolo.

E come definire questa attività, se non come una forma d’improvvisazione? È la conoscenza di un processo o di un’attività, come il volo, fin nei minimi dettagli, a dimostrarsi sufficiente per consentire di adattarsi anche a situazioni impreviste. Non soltanto per gli uomini ma, almeno nelle intenzioni e nei sogni degli scienziati, anche per i robot.

Damiano Verda

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