Robot secondini: in Corea del Sud sono realtà

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Robot secondini, il progetto coreano vicino alla realizzazione. La robotica si sta affermando, col passare dei mesi e degli anni, non soltanto come un settore di ricerca in ottima salute, ma anche come una disciplina trasversale, già capace di proporre al mercato diverse soluzioni innovative, in vari campi che spaziano dal supporto alla medicina fino ad applicazioni di carattere ludico.

Tra le aree geografiche maggiormente attive dal punto di vista della sperimentazione robotica possiamo senz’altro individuare Giappone e, specie in tempi recenti, Corea del Sud. A testimonianza di tale vivo interesse, proprio la Corea del Sud ha recentemente deciso di applicare la robotica anche alla sorveglianza, in particolare affiancando ai secondini della prigione di Pohang alcuni robot.

La presenza dei robot non è sufficiente alla completa gestione del carcere, ma consente di supportare i secondini nelle attività di routine. Ogni robot è infatti dotato di diverse telecamere e, muovendosi all’interno dell’ambiente, è in grado di monitorarlo con continuità. Ogni volta che viene rilevata un’attività fuori dall’ordinario, viene lanciato un segnale di allarme, immediatamente ricevuto dalle guardie.

Per osservare la situazione con più chiarezza, ogni secondino è anche in grado di assumere il controllo manuale del robot tramite un iPad, potendo anche osservare, ad esempio, ciò che viene rilevato dalle telecamere. Inoltre, è possibile per ciascuna delle guardie instaurare, tramite i robot, che fungono da punto di accesso, un canale di comunicazione wireless verso uno qualsiasi degli altri colleghi, per trasmettere e ricevere informazioni di interesse.

La presenza dei robot quindi, consente sia un migliore pattugliamento dell’ambiente, sia una risposta più rapida e coordinata in caso di emergenza. A seguito del primo mese di prova, in caso gli esiti siano positivi, i robot entreranno in servizio permanente.

Damiano Verda

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