Robot: in futuro impareranno dalle farfalle

Farfalla

La Air Force, da tempo, sta sostenendo un interessante filone di ricerca in ambito robotico, che dovrebbe condurre alla realizzazione di piccoli robot volanti, delle dimensioni di un insetto, detti MAV (Micro Aerial Vehicles, ovvero microveicoli aerei).

Recentemente, un brillante studente della John Hopkins University, di nome Tiras Lin, ha avviato un promettente lavoro proprio nell’ambito di tale progetto. Si tratta, in sostanza, del tentativo di ideare il sistema di controllo per il movimento dei robot basandosi sull’attenta osservazione della meccanica di volo delle farfalle.

Tra gli scenari applicativi di riferimento per la tecnologia in esame, il supporto a squadre di soccorritori in situazioni ad alto rischio e più in generale il monitoraggio di ambienti particolarmente critici: anche, ad esempio, in ambito militare. I robot sono infatti dotati di elevatissima manovrabilità, il che, combinato con la possibilità di levarsi in volo, consente un’esplorazione molto completa e accurata. Al contempo, possono anche essere utilizzati come una sorta di avanguardia per valutare il livello di pericolo, in modo da ridurre i rischi per gli esseri umani.

L’idea è molto suggestiva, ma non certo di semplice realizzazione. Sulla base di un’ampia base di osservazioni, per prima cosa, è necessario cercare di formulare un modello matematico del processo di volo delle farfalle. In particolare, Lin si propone di imitare la straordinaria agilità delle farfalle nei cambi di direzione, che sarebbe di grande aiuto per i MAV. Risulta quindi di particolare importanza valutare in che modo le modifiche nella distribuzione della massa che avvengono a seguito del battito d'ali consentono un cambiamento di direzione così rapido e preciso.

L’ufficio di rcerca scientifica della Air Force e la National Science Foundation hanno ritenuto l’idea meritevole di sostegno, finanziando la ricerca proposta dal giovane studente. Dopo una così estesa e interessante analisi teorica, è lecito infatti attendere per il futuro altrettanto brillanti risultati applicativi.

Damiano Verda

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