Robot: in aiuto dell'architettura

Quadricottero

La robotica estende poco alla volta le proprie possibilità tecniche, ma anche più in generale il proprio spettro applicativo, proponendosi non solo come una scienza, ma come un framework di riferimento per lo sviluppo delle altre discipline. Così come avvenuto poco alla volta per l’informatica, la robotica si propone cioè di divenire pervasiva, affiancandosi a diverse tecnologie e progetti già esistenti e migliorandone efficienza ed efficacia. Recentemente, tale processo ha conosciuto un nuovo sviluppo, in questo caso nel campo dell’architettura.

Grazie a particolari robot di ridotte dimensioni e dalla forma simile a quella di un elicottero (detti quadricotteri) sarà possibile infatti costruire in autonomia un edificio di dimensioni non certo trascurabili: si tratta di una torre alta circa 6 m e larga 3,5 m.

Il processo di costruzione ha luogo a Orléans, in Francia a partire dal 2 dicembre fino al 19 febbraio 2012. Il progetto nasce da una collaborazione tra due architetti svizzeri (Fabio Gramazio and Matthias Kohler, che collaborano con la Scuola politecnica federale di Zurigo, ETH Zurich) e un ingegnere robotico italiano, di nome Raffaello D’Andrea.

L’esperimento genera innanzitutto un grande interesse dal punto di vista teorico, visto che dovrebbe contribuire a sviluppare un maggiore livello di precisione nella coordinazione di team di robot, il che potrebbe risultare utile anche in molti altri contesti applicativi. Inoltre, un successo potrebbe, come già accennato, aprire nuove interessanti prospettive per il futuro, consentendo, se non di automatizzare il processo di costruzione, perlomeno di accelerarlo e agevolarlo. In questo modo sarebbe possibile ridurre anche i rischi per la sicurezza dei lavoratori, servendosi del supporto dei robot nelle situazioni di maggiore pericolo.

Damiano Verda

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