Insetti cyborg: lì dove l'uomo non può arrivare

Cyborg_Insetto

Tra le applicazioni di maggiore interesse per un settore scientifico in crescita come la robotica, possiamo senz’altro individuare il supporto a squadre di soccorritori durante lo svolgimento delle loro attività. Facile intuire infatti come l’utilizzo di tecnologie che consentano di avere a disposizione un maggior numero di informazioni accurate in un contesto così critico possa avere un grosso impatto in termini di efficacia e dunque, in ultima analisi, contribuire a salvare vite umane.

Tra le idee sviluppate recentemente in ambito accademico, si segnala il gruppo di ricerca guidato dal prof. Khalil Najafi, dell’Università del Michigan e in particolare il progetto portato avanti da Erkan Aktakka, uno dei suoi più talentuosi studenti di dottorato.

Si tratta, in sostanza, di utilizzare dei cyborg insetti per favorire una più rapida e precisa esplorazione dell’area di interesse. Ci si servirebbe cioè degli insetti come di una sorta di avanguardia, per individuare con anticipo eventuali pericoli e indirizzare con sicurezza le squadre di soccorritori nei punti in cui c’è maggiore bisogno di un aiuto immediato.

A tal fine gli insetti dovrebbero essere muniti di sensori quali, ad esempio, telecamere e microfoni di dimensioni estremamente ridotte. Soprattutto, tali sensori dovrebbero essere in qualche modo alimentati, ed è proprio questa la sfida che Najafi e Aktakka hanno deciso di affrontare.

Nel loro recente articolo Energy scavenging from insect flight, pubblicato in una rivista prestigiosa come il Journal of Micromechanics and Microengineering, i ricercatori propongono infatti diverse tecniche per ricavare energia dal moto delle ali dell’insetto, fornendo risultati sperimentali di grande interesse. Proprio per questo, oggi, l’università è alla ricerca di partner commerciali, con l’obiettivo di raggiungere nel più breve tempo possibile un livello di stabilità della tecnologia tale da poterla proporre sul mercato.

Damiano Verda

Pin It

Cerca