Creato Martedì, 25 Gennaio 2011 12:28 Scritto da Francesca Mancuso
L'intelligenza artificiale sta superando i suoi stessi confini. Dopo la recente notizia riguardante i 12 robot del futuro, non si arresta la fantasia e l'ingegno degli scienziati. Presso l'Università del Vermont, l'esperto di robotica Josh Bongard è giunto alla conclusione che la vita dei robot, nel suo articolarsi, segue in qualche modo uno sviluppo simile a quello dell'uomo.
Un esempio per rendere più semplice la scoperta dello studioso riguarda l'articolazione dei movimenti dei robot. Come sappiamo, gli esseri umani alla nascita non sanno camminare. Lo imparano a poco a poco, iniziando prima a gattonare, poi ad aiutarsi attraverso l'appoggio e infine riescono a sostenere il peso del proprio corpo sugli arti inferiori imparando a mantenersi in equilibrio.
Partendo da tale considerazione, Bongard ha dunque pensato che anche per i robot potrebbe essere utile un procedimento analogo. Così ha costruito un algoritmo genetico, contenente 5 mila simulazioni, e lo ha immesso nel cervello di un robot virtuale.
Grazie all'algoritmo, lo studioso ha notato come l'automa (rappresentato in uno spazio tridimensionale, come una creatura a quattro zampe con una spina dorsale articolata) fosse in grado di esperire forme diverse di movimento, con l'obiettivo finale di arrivare a mettersi in piedi senza cadere, proprio come un bambino.
In realtà, il raggiungimento dell'andatura umana sarebbe l'ultimo step da raggiungere. Bongard è partito invece dalla simulazione del movimento di un anfibio. Tre sono le forme di movimento del robot: strisciare, muoversi con le gambe divaricate come fanno le lucertola e infine mettersi 'in piedi' ossia in posizione verticale come fanno i mammiferi a quattro zampe.
È emerso così che i robot che avevano cominciato a strisciare e successivamente avevano 'imparato' le altre fasi del movimento, risultavano alla lunga molto più stabili ed efficienti rispetto a quelli in possesso della spinta verticale fin dall'inizio.
Non solo l'uomo si evolve, ma anche i robot. Incredibile. Ma vero.
Francesca Mancuso
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