Creato Giovedì, 13 Gennaio 2011 11:12 Scritto da Roberta De Carolis
Chissà se avremo mai l’Uomo Bicentenario del popolare film con Robin Williams. Per ora la tecnologia è arrivata a costruirne un braccio: i ricercatori del Biological Cybernetics Laboratory della Tsukuba University (Giappone), guidati da Kiyoshi Hoshino, hanno infatti costruito un arto superiore robotico in grado di imitare perfettamente i gesti umani. L’apparecchio è stato mostrato per la prima volta al 3D Expo di Yokohama.
Il robot vede, il robot fa: il sistema è dotato infatti di due macchine fotografiche in grado di scattare più di 100 fotogrammi al secondo, monitorando i movimenti del braccio dell’osservatore e trasmettendo in seguito i dati al braccio robotico. Dopo un lasso di tempo, non nullo ma molto piccolo, questo ripete con grande precisione i gesti umani, tra i quali non ci sono solo semplici movimenti, ma anche di operazioni più complesse quali salutare o afferrare oggetti e tenerli in mano.
Tutta l’apparecchiatura è programmata in modo semplice ma efficace. Tuttavia, ha anche i suoi limiti: innanzitutto la ripetizione dei gesti non è immediata e questo comporta dover attendere, anche se poco, che il sistema immagazzini i dati inviati dalle fotocamere, prima di vedere il braccio ripetere i movimenti.
Ma forse è ancora più problematico il fatto che il braccio non abbia alcun controllo tattile. Questo comporta diversi rischi, tra i quali il più evidente e in un certo senso pericoloso è quello che l’apparecchio distrugga l’oggetto eventualmente afferrato. Non essendoci infatti alcun sensore al tatto, la mano robotica non ha il controllo sulla forza applicata agli oggetti.
Qualcuno inoltre potrebbe osservare che la piattaforma di gioco della Microsoft chiamata Kinect (che in realtà è una periferica per l’Xbox 360) non fa cose molto diverse. Infatti una recente possibilità di questa popolare apparecchiatura è di consentire a un robot di imitare i nostri movimenti. Basta collegare due Kinect ad un computer e ad un robot, e con gli opportuni strumenti software si riesce a mandare ordini alla macchina. Con gli adeguati movimenti è possibile anche far sì che il robot afferri un oggetto.
Il grande passo avanti compiuto dai ricercatori dell’università giapponese sta nell’aver reso possibile il tutto evitando il tramite del pc. Questo grazie ad un’incredibile semplificazione della programmazione. Per questo motivo gli esperti dicono che il braccio robotico è un ottimo esempio di "tecnologia di programmazione semplificata e intuitiva".
Questo è naturalmente solo un primo passo. Kinect, tramite pc, è in grado di realizzare movimenti più complessi. Ma, se la tecnologia semplificata che ha consentito il rapporto diretto tra l’osservatore e il braccio sarà sviluppata, non ci meraviglieremo un domani di avere un vero robot che fa esattamente quello che facciamo noi. E chissà con quali conseguenze.
Roberta De Carolis