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Robot: per interagire con l'uomo meglio una proboscide

BionicArm

Spesso i robot hanno sembianze umane, volte a garantire una migliore collaborazione tra l'uomo e le macchine. Ma non è questo il caso.

Stiamo parlando di Bionic Handling Assistant, un braccio meccanico, o meglio un naso meccanico, visto che ripropone le sembianze della proboscide di un elefante. Flessibile e dotato di un'appendice modellabile, il dispositivo coniuga la facilità e l'ampiezza dei movimenti alla massima sicurezza per l'uomo che vi lavora.

Uno dei limiti dello sviluppo di sistemi di questa portata era stato proprio il timore per la sicurezza. I robot non conoscono il dolore e hanno difficoltà a valutare situazioni potenzialmente pericolose per l'uomo. E ciò, molto spesso, ha portato infatti alla separazione dei ruoli di lavoro, tra esseri umani e automi, negli ambienti industriali.

Ma la Festo ha deciso di superare questo limite creando un braccio che sia al tempo stesso forte e sicuro, in modo da permettere ai lavoratori di operare al suo fianco. Utilizzando la tecnologia di stampa 3D, gli ingegneri hanno creato dei segmenti di transito leggeri e morbidi, alimentati da muscoli artificiali pneumatici.

Inoltre, i segmenti del tronco del 'nasone' sono stati disseminati di sensori in grado di percepire il contatto con le persone e gli oggetti attorno ad esso. A completare il tutto: una pinza a tre dita, per raccogliere gli oggetti.

Francesca Mancuso

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Tags: robot  braccio meccanico  muscoli artificiali  Bionic Handling Assistant  festo  lavoro  proboscide  

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