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Basta con le segretarie, alla reception risponde il robot bilingue

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Sanno fare di tutto, cantare, servire al bar, assistere gli astronauti, fare i giardinieri, salvare militari feriti e nuotare all'interno del nostro corpo per curarci: sono i robot. E da un progetto dell'Università dell'Arizona e della Carnegie Mellon University è nato qualche giorno fa il roboreceptionist

Pensate sia una voce registrata che è in grado a malapena di rispondere alle domande e a fornire assistenza? Nient'affatto. Hala (questo il nome del prototipo) fa molto di più. Possedendo una conoscenza bilingue è in grado di riconoscere anche i visitatori adeguando loro il proprio registro linguistico e alcune note di costume. 

Al momento Hala è in grado di riconoscere l'inglese e l'arabo e passa rapidamente da una lingua all'altra. La sua particolarità risiede nella capacità di adeguarsi al parlante, riconoscendo ad esempio se è un arabo immigrato, in grado di parlare l'inglese. In quel caso, userebbe l'inglese utilizzando però termini prettamente arabi, come le forme di saluto. 

E per il futuro i ricercatori che hanno realizzato il progetto immaginano già di utilizzare il robot come intermediario tra culture, cercando di colmare il vuoto che spesso è presente tra le persone di provenienza diversa. 

Francesca Mancuso



Tags: robot  bilingue  invenzione  hala  arabo  inglese  idioma  futuro  

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