Stampa 3D: ecco come Osteoid riparera' le fratture

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Addio al vecchio gesso per riparare le fratture agli arti. Ad immobilizzare braccia e gambe in futuro sarà un particolare esoscheletro realizzato con la stampa 3D. Merito del designer industriale Deniz Karasahin, che con la sua idea Osteoid ha già vinto l'A'Design Award per le sezione dedicata a questa tecnologia.

Gli attuali calchi, fatti di gesso, non sono solo pesanti e scomodi ma emanano anche cattivo odore quando si bagnano. I calchi realizzati con la stampa 3D sono invece l'esatto opposto. I pazienti che ne hanno bisogno vengono sottoposti normalmente a radiografia, che viene poi passata alla stampante 3D per personalizzare lo speciale 'guanto' in base alla forma dell'arto, con un rinforzo supplementare per la zona lesa.

Rispetto ai modelli precedentemente progettati, Osteoid incorpora un sistema di stimolazione ossea noto come LIPUS (Low-Intensity Pulsed Ultrasound). Quest'ultimo funziona mediante l'applicazione di "energia acustica transcutanea" alle ossa fratturate.

Questa energia a bassa intensità provoca delle sollecitazioni meccaniche a livello cellulare su entrambe le estremità dell'osso fratturato, stimolando i processi molecolari e cellulari coinvolti nella guarigione.

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Con sessioni giornaliere di 20 minuti di LIPUS, secondo i suoi ideatori, è possibile ridurre il processo di guarigione del 38per cento, aumentando il tasso di guarigione dell'80 per cento.

Non si tratta però della prima idea di questo genere. Dopo il cranio di plastica, un altro esoscheletro in alternativa al gesso, sempre creato con la stampa 3D si deve ad uno studente della Victoria University, Jake Evill. Quest'ultimo ha realizzato il prototipo soprannominato Cast Cortex, lavabile, ventilato e riciclabile.

Francesca Mancuso

Foto: adesignaward

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