Nasa: ecco come stampare la pizza in orbita

pizza 3d nasa

Anche nello spazio si potrà mangiare la pizza. Gli uomini che vivranno su Marte o gli astronauti delle missioni di lunga durata potranno beneficiare dell'ultima trovata in fatto alimentare: la pizza stampata in 3D.

Potrebbe sembrare una bufala ma non lo è. Di recente la Nasa ha messo a disposizione un assegno di ricerca per sviluppare un prototipo di stampante 3D per creare il cibo, in modo tale da permettere agli astronauti di gustare la pizza ovunque nello spazio.

Anjan Contractor, ingegnere senior meccanico della Systems and Materials Research Corporation (SMRC), con sede a Austin, ha ricevuto una borsa di 125.000 dollari dall'Agenzia spaziale americana per costruire un prototipo del suo sintetizzatore di cibo.

La Nasa spera che la tecnologia possa un giorno essere usata per fornire gli alimenti agli astronauti durante le missioni spaziali più lunghe, come ad esempio il volo su Marte, che richiede circa 520 giorni. Ma non solo. Le agenzie spaziali stanno lavorando per visitare lo spazio profondo, inviando un equipaggio umano. In questo caso, la lunghezza delle spedizioni richiederebbe la necessità di poter produrre grandi quantità di cibo in tempo reale, senza trasportarlo dalla Terra. Di recente si è parlato anche di poter creare delle serre su Marte ad opera di contadini-astronauti.

Ma come sarà stampata la pizza nello spazio? Il criterio è quello utilizzato già in altre occasioni, per produrre il cioccolato, ad esempio. Occorrerà prima separare le varie componenti del cibo in cartucce di polvere, consentendo poi ai futuri cuochi spaziali di mescolarle insieme, come farebbero con gli ingredienti nelle ricette normali. L'obiettivo è quello di creare una gamma diversificata di pasti nutrienti. Per dimostrare che la sua idea funziona, Anjan Contractor ha già stampato il cioccolato ma ora sta lavorando per costruire un prototipo più avanzato di stampante per poter creare la pizza.

Il sistema inizierà dalla stampa di un foglio di pasta, seguito da uno strato di pomodoro, che a sua volta sarà composto di “polvere” mescolata con acqua e olio. Invece dei condimenti tradizionali, la pizza 3D stampata sarà “rifinita” con uno strato di proteine, derivanti da animali, latte o verdure.

Non solo spazio. Secondo il ricercatore le stampanti 3D potrebbero essere utilizzate per affrontare il problema della scarsità di cibo nei paesi sottosviluppati.

Francesca Mancuso

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