L'iPhone 5 riconoscerà il proprietario dal battito cardiaco

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tempo di pubblicità verrebbe da dire, quando a neanche pochi mesi dall'uscita dell'iPhone 4 la Apple fa ancora parlare di se. Questa volta con una quinta versione del melafonino, l'iPhone 5. "Più elastico e resistente", suggeriscono fonti vicino a Cupertino, e "avrà una struttura interna composta da un metallo liquido".

Ma poco importa, a conti fatti Steve Jobs vuole solo archiviare l'affaire antennagate e come al solito, quando nessuno se lo aspetta, esce la chicca del momento, quella che fa parlare il mondo, che rincoglionisce i media e più che mai l'opinione pubblica.

Alle prime indiscrezioni sul nuovo gioiello Apple, infatti, si affianca già l'idea di una sua uscita sul mercato in vista del 2011. L'iPhone 5 sarà come un fido all'avanguardia: riconoscerà il proprio proprietario dal battito cardiaco. Del resto se un applicazione simile ha spiazzato lo stetoscopio in ospedale, perché non personalizzarla alla quotidianità di ogni utente.

Sono piccole cose, che alla prova dei fatti, però, non reggeranno. il solito gioco sull'egocentrismo e l'entusiasmo del tecnofilo: "L'iPhone 5 mi riconosce, dice anche il mio nome". Dopodichè è scontato che non fallisca le operazioni elementari: "Insomma, è Apple!". Perchè questa volta al CEO di Cupertino non verrà perdonato nulla. Altro che custodie e applicazioni: il cellulare, fin dai primissimi Ericsson in formato 'mattoncino', deve poter ricevere il segnale e telefonare. Questo lo sanno tutti, e lo sa anche Jobs, che a montare aspettative fa invidia a se stesso.

Intanto però, secondo quanto si apprende, pare che la linea commerciale della Apple non 'perda colpi'. Ovvero l'obiettivo di oggi sembra essere far schiumare nuovamente i fanatici della Mela, con un iPhone 5 che potrebbe perfino "dialogare con altri iPhone solamente sfiorandolo" attraverso il sistema Exciter, una tecnologia simile a quella del Bluetooth ma molto più evoluta. E ancora, allo stupore di tutti: lo smartphone del futuro sarà realizzato con una lega fatta di metallo liquido e più resistente del titanio, di cui la Apple ha ormai acquisito i diritti esclusivi da tempo.

Poi lo schermo, che per la prima volta potrebbe abbandonare l’uso del touchscreen ed evolversi in qualcosa d'inimmaginabile, dove tatto e pressione fanno tutto e attivano funzioni di ogni genere. Tra gli altri brevetti, inoltre, si parla anche di un dock universale, nonchè di un iPhone 5 ecosostenibile con un sistema di alimentazione ad energia solare.

Niente male, verrebbe ancora da dire. D'altronde la pubblicità funziona e i numeri le danno ragione: 3 milioni di iPhone 4 venduti solo nel primo mese di uscita fanno gola. E forse spiegano pure quest'ossessione verso la performance. In fondo, c'è sempre quel famoso proverbio: che se ne parli bene o che se ne parli male, l'importante è che se ne parli.

Augusto Rubei

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