iPhone 6 e privacy: troppo sicuro per l'Nsa americana

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iPhone 6: si parla di era post-Snowden e con iOS 8 la privacy si fa ancora più criptata. E a temere che in questo modo si possano contrastare le operazioni di sorveglianza di massa sono l'Agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti (l'Nsa) e tutte le altre agenzie di controspionaggio.

Con il nuovo sistema operativo iOS8 per l'iPhone che è arrivato pochi giorni fa sul mercato, iPad e iPod Touch, gli utenti hanno la possibilità di impostare un codice di accesso che attiva un vero sistema di criptazione. Così facendo, nemmeno più la Apple potrà aggirare il sistema e sbloccare il dispositivo e neppure sotto l'ordine di un tribunale.

In pratica, il telefono esegue la crittografia delle e-mail, delle foto e dei contatti sulla base di un complesso algoritmo matematico che utilizza un codice creato ad hoc.

Secondo quanto si legge sul New York Times e quanto rilascia detto la Apple, ci vorranno più di cinque anni per violare uno dei suoi smartphone, mentre altri esperti sostengono che basterà molto meno. In ogni caso, anche la prossima versione di Android, in uscita a ottobre, avrà la crittografia installata come default, per cui nemmeno i nuovi telefonini di Google saranno più intercettabili.

Le agenzie di sicurezza, ovviamente, vedono minata la loro lotta al terrorismo e alle altre forme di attività criminale. Ma, per sopravvivere nel mercato globale e riconquistare la fiducia dei clienti, dopo lo scandalo Nsa e il Datagate, Apple ha dovuto in qualche modo convincere i consumatori che i dati privati sono al sicuro.

Possibile che Nsa e tutti i sistemi di intelligence americani si lascino scoraggiare da un melafonino?

Germana Carillo

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