Riconoscimento facciale su smartphone e tablet: Apple ottiene il brevetto

Apple riconoscimento facciale

Apple incassa un brevetto del riconoscimento facciale sugli iPad e iPhone del futuro, ‘Personal computing device control using face detection and recognition’. La tecnologia rivelerà i volti all’interno di una specifica area, poi passerà al riconoscimento facciale in modo da impedire l’accesso a determinate funzioni sui dispositivi agli utenti non autorizzati. Il patent office degli Stati Uniti ha dato l’ok lo scorso martedì 3 dicembre.

“Dispositivo elettronico comprendente una unità di imaging per acquisire almeno un'immagine - spiega la rivendicazione principale del brevetto - un ricevitore per ottenere almeno una comunicazione entrante da una sorgente remota, e un processore per analizzare almeno un'immagine acquisita per la rilevazione del volto. Nella descrizione successiva è poi specificato come a riconoscimento non avvenuto seguirà lo stop all’accesso.

Una situazione concreta potrebbe essere la seguente: arriva una chiamata per il legittimo proprietario del terminale, ma questi per un qualsiasi motivo non può rispondere. Così qualcun altro si offre di sostituirlo, ma il dispositivo che integra la tecnologia non riconosce il volto di questa persona, impedendole di ricevere la telefonata.

Analogamente, senza ottenere il riconoscimento, il sistema impedirebbe anche la visualizzazione di una email in entrata, bloccando l’accesso ai dati della posta elettronica. Molto probabilmente non si potranno leggere i messaggi nè usufruire di alcune applicazioni con il medesimo meccanismo. Obbiettivo? Consentire solo al proprietario di disporre del proprio smartphone o tablet, e chissà, magari anche del proprio pc.

Apple sta dimostrando da tempo di voler personalizzare i suoi prodotti fino al punto di essere utilizzabili realmente solo dai proprietari. L’abbiamo già visto con la tecnologia Touch ID, il sensore di impronte digitali che si è rivelato la grande novità dell’iPhone 5S, nonostante sembra che non sia così perfetta.

Proseguono dunque in generale le ricerche per l’individuazione di tecniche per la personalizzazione e la privacy dei dispositivi elettronici alternative alla password. Resta da capire se il rapporto costi / benefici sarà così favorevole, ma non sarà possibile quasi sicuramente nell’immediato futuro, perché i tempi di diffusione si prospettano piuttosto lunghi, attestandosi almeno su due o tre generazioni di dispositivi.

RDC

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