MoodScope, cosi' lo smartphone riconosce il nostro umore

smartphone umore

Oggi i nostri smartphone sanno riconoscere dove siamo e comunicarlo. Ma se potessero anche capire il nostro umore e comportarsi di conseguenza? A lavorare sui cosiddetti 'smartphone umorali' Microsoft che in collaborazione con i ricercatori della Rice University ha ideato un software in grado di capire con una buona precisione come ci sentiamo.

Non è magia. MoodScope, è questo il nome del programma, deduce lo stato d'animo del suo utente in base a come esso utilizzata lo smartphone. Rispetto ai sensori dei cellulari che misurano ad esempio l'accelerazione, la luce, e altre proprietà fisiche, MoodScope misura lo stato mentale dell'utente e ne stabilisce l'umore.

Questo 'sensore dell'umore' è nato dalla collaborazione tra Robert LiKamWa e Nicholas D. Lane, dalla Rice University, Yunxin Liu e Lin Zhong di Microsoft Research Asia che hanno costruito il prototipo del software per smartphone.

Durante i primi test, effettuati su 32 persone, il sistema è stato capace di dedurre l'umore di un utente con una precisione iniziale del 66 solo analizzando cosa l'utente aveva fatto con lo smarthpone, dall'invio di sms alle coordinate geografiche e alle app utilizzate. Ma quando il modello di base è stato adattato per ogni singolo individuo sulla base delle correzioni apportate dallo stesso utente, la precisione è salita al 93 per cento, dopo due mesi di prove. Inoltre, utilizzando un modello "ibrido" con i dati inseriti da altri utenti, dopo soli 10 giorni il livello di precisione era già del 72%. Tutto merito di un algoritmo che gestisce e classifica il comportamento dell'utente in 8 stati d'animo, incentrati su attività e piacere.

A cosa potrebbe servire il rilevamento automatico dell'umore? Oltre ad aggiungere una dimensione extra al social networking, secondo i suoi ideatori MoodScope potrebbe far sì che gli utenti sappiano come e quando comunicare con gli altri, in maniera molto più vicina al reale rispetto ad oggi, abbassando le barriere sociali. Ma il sistema potrebbe anche essere usato per pubblicità più mirate.

Francesca Mancuso

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