Creato Mercoledì, 03 Novembre 2010 15:39 Scritto da Augusto Rubei

C'è chi segue la linea dell'anticonformismo e dice che l'iPad è troppo grosso, "dove te lo metti?". Poi c'è chi, invece, è fanatico di Apple e maniacale dei prodotti Cupertino al punto di difendere Jobs a spada tratta, "ma l'antennagate dell'iPhone 4 è un problema irrilevante". Infine c'è chi, con un senso della tecnologia che sfiora i limiti del normale, rimane in disparte: guardando, leggendo, chiedendo suggerimenti ai colleghi di lavoro che la tavoletta l'hanno comprata perfino nei pre-order.
La Apple ne va fiera della sua cerchia di miscredenti, perchè ama stupire, anticipare l'occasione attraverso i rumors più impensati. La Apple è un'auto d'epoca e un'ultima serie allo stesso tempo: quando invecchia si spengono le critiche e mantiene il suo marketing sulla linea del brand che la contraddistingue da decenni; quando esce, nuova di zecca dalla concessionaria (o dall'Apple Store), però, lascia sempre tutti col fiato sospeso.
Ecco perchè l'iPad consuma "il 95% del mercato tablet" ed è già il re nella sua categoria, come ha riportato recentemente un'indagine di Strategy Analytics. Perchè piaccia o no: incuriosisce, e per la gloria del suo CEO, riempie le casse a Cupertino, che intanto si attesta intorno alle "4,9 milioni di tavolette vendute nell’ultimo quarto".
Per gli altri, nemmeno a dirlo, non c'è spazio: "il restante 5%" è infatti "diviso tra Android e Windows, con Galaxy Tab di Samsung". Insomma, la famosa guerra dei tablet, che si prospettava avvenisse proprio a ridosso dell'autunno, non sembra nemmeno essere iniziata. I competitor sono stati sfiancati ancor prima di scendere in trincea e vicino ad un advertising sapiente, un design curato e un’interfaccia totalmente user friendly, Steve Jobs, come se non gli bastasse, già propone la seconda generazione di iPad. Cioè non lo fa lui direttamente, ma non smentisce, che fa lo stesso.
Così, questa, se vogliamo, è in qualche modo la rivincita di Apple sugli scettici. Quelli che si dichiarano atei e che poi hanno la Mela sempre in bocca. "Teniamo una tigre per la coda, questo modello di computer è stato provato da decine di milioni di persone su iPhone. Un computer che si presta a diversi aspetti della vita, sia personali che aziendali", aveva dichiarato Jobs al debutto del 'melagioiello'.
E, senza alcun ripensamento, finora il mercato sembra avergli dato ragione, ribaltando ogni funesta previsione degli esperti di settore.
Augusto Rubei