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Conoscere la seta per produrre materiali migliori

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La seta affascina da sempre biologi e ingegneri per la sua leggerezza, duttilità e resistenza. Potrebbe sembrare strano ma a certe condizioni è più forte dell'acciaio. Prendendola come modello, i ricercatori potrebbero creare materiali meno rigidi e più malleabili, ma più forti di ciò che esiste in commercio.

 

Da tempo si cerca di imitare la resistenza della seta. I ricercatori del MIT, l’Istituto di tecnologia del Massachusetts, hanno scoperto che la seta trae la sua forza dai suoi punti deboli. La sua straordinaria duttilità si deve a un assetto inusuale di legami a idrogeno che sono intrinsecamente molto fragili, ma che lavorano insieme per creare una struttura forte e flessibile.

Per capire meglio questo processo, il team del MIT ha osservato il suo comportamento a livello atomico: la disposizione dei nanocristalli di seta fa sì che i legami a idrogeno cooperino, rafforzandosi l’un l’altro contro le forze esterne. Da ciò deriva una seta che si allunga e piega mantenendo un elevato grado di resistenza.

Per adesso, i materiali migliori e più robusti sono costosi e difficili da realizzare, poiché sono spesso necessari dei trattamenti ad alta temperatura o dei processi a elevato consumo energetico.

Il team del MIT è già in laboratorio e tra le strutture da sintetizzare, che assomiglino alla seta ma che siano più forti, sta studiando i nanotubi di carbonio.

Laura Margiotta



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Tags: seta  MIT  

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