Nuovo trucco per l'auto-assemblaggio delle strutture

Polimeri auto-assemblanti 

Senza dubbio il Mit può essere annoverato tra gli istituti di maggior prestigio a livello di ricerca scientifica in vari campi. In particolare, l’ultima scoperta, che porta la firma di Caroline Ross, si inserisce nel sempre più fecondo filone legato alle nanotecnologie, che si candidano sempre più seriamente a modificare in modo radicale diverse tecnologie che potrebbero oggi essere definite consolidate.

Ad esempio Caroline Ross, supportata dal suo gruppo di ricerca, propone un nuovo metodo per la realizzazione di microchip, che consente di raggiungere livelli di miniaturizzazione notevolmente maggiori rispetto alle tecnologie attualmente disponibili.

Tale tecnica realizzativa si serve di polimeri auto-assemblanti, già noti in letteratura scientifica come strumento utile a questo scopo. Fino a oggi però, gli scienziati erano riusciti a produrre soltanto superfici di polimeri auto-assemblanti che presentassero una struttura tale da poter essere utilizzati come microchip. La novità, di grande impatto, consiste nella realizzazione di una struttura significativamente più complessa e tridimensionale.

Una grande soddisfazione per Amir Tavakkoli, studente appena laureato proveniente dall’università di Singapore e autore principale dell’articolo che riporta la straordinaria scoperta, meritevole di pubblicazione su Science.

Da sottolineare come Tavakkoli non sia l’unico ricercatore fresco di laurea inserito nel progetto: tra gli altri, ad esempio, anche Kevin Gotrik e Adam Hannon. E forse anche la costituzione di un team così eterogeneo, non solo a livello di background ma anche di mentalità ed esperienza, è stata una delle carte vincenti che hanno portato alla realizzazione di un progetto così affascinante e complesso.

Damiano Verda

Pin It

Cerca