Creato Venerdì, 02 Dicembre 2011 16:40 Scritto da Federica Vitale

La scoperta preannuncia già importanti risvolti sia in campo medico che militare. Un gruppo di ricercatori dell'Università della Georgia ha creato un nuovo materiale in grado di irradiare luce infrarossa dopo un'esposizione all’energia solare di soli pochi brevi attimi. Un minuto, per l'esattezza. E, inoltre, la luminosità emessa sarebbe percepita in condizioni di oscurità per le successive due settimane.
Gli studiosi che ne hanno effettuato le ricerche ritengono che la scoperta potrebbe apportare notevoli rivoluzioni nel campo delle diagnostiche mediche poiché sarebbe possibile rilevare le microparticelle aderenti alle cellule cancerogene e permetterebbe una visualizzazione pressoché completa delle metastasi che, con altri mezzi, appaiono invece inesistenti.
Ma non solo. In campo militare, questo inedito materiale potrebbe costituire una valida fonte di illuminazione segreta dato che può essere avvertita solo attraverso specifici dispositivi di visualizzazione notturna. Questo materiale potrebbe essere utilizzato per localizzare persone o interi gruppi di persone di notte, magari durante operazioni investigative o a fini di sicurezza pubblica. Occorrerebbero solo degli appositi occhiali per identificare il materiale in questione.
"Quando si espone il materiale in un qualsiasi luogo fuori dall'edificio, un solo minuto di esposizione alla luce può generare 360 ore di luce infrarossa", dichiara Zhengwei Pan, il responsabile della ricerca.
Il materiale si presenta sottoforma di dischi di ceramica contenente ioni di cromo trivalente, in grado di emettere luce infrarossa nelle estreme vicinanze, sebbene la sua esposizione luminosa è di alcuni millisecondi. Il materiale di Pan è un composto di zinco e germanato che emette luminosità per molto tempo. Si è stimato, circa due settimane.
Non solo luce solare. Questo innovativo materiale sarebbe in grado di "autoricaricarsi" anche nei giorni di pioggia e nuvolosi. La sostanza fosforescente non necessita infatti della luce solare diretta, ma semplicemente di condizioni di luminosità diurna. Persino sott'acqua questo composto sarebbe in grado di incamerare energia sufficiente ad emettere luminosità.
Federica Vitale