NextMe

SchokacCube: il primo sensore dei cambiamenti 3D

SchokacCube

Potrebbe aiutare la sensibilità e il controllo di braccia e gambe artificiali e molto altro: è SchokacCube, il primo sensore al mondo 3D, in grado di rivelare cambiamenti nello spazio, sensibile dunque anche a colpi e pizzicotti. Frutto della collaborazione tra l’Università di Tokio e l’azienda spin-off Touchence, sarà commercializzato a partire dal prossimo mese di settembre.

L’innovativo strumento è costituito da schiuma di poliuretano e usa 5 sensori della luce, posti sulla superficie della schiuma per rivelare i cambiamenti in tre dimensioni. La variazione della luce sui 5 sensori è infatti associata a modificazioni nello spazio, in quanto la combinazione delle diverse intensità è una misura delle alterazioni della posizione tridimensionale. La schiuma di poliuretano, utilizzata spesso come materiale per produrre materassi e imbottiture, è necessaria per avere uno strumento sensibile alle pressioni soft.

Inizialmente la tecnologia fu sviluppata grazie alla collaborazione, partita nel mese di Dicembre 2010, tra la compagnia Satake Precision Technology e l’Università di Tokio, ma da aprile di quest’anno, vista la possibilità di migliorare l’apparecchiatura in modo da ottenere un prodotto realmente innovativo, i ricercatori hanno deciso di creare un vero e proprio spin-off. Così è nata Touchence, ditta dedicata esclusivamente alla produzione e alla commercializzazione di SchokacCube.

Quando un robot tocca un essere umano, la maggior parte della gente non prova piacere nel sentire un tocco duro e metallico – sostiene Naoya Maruyama, il vice presidente di Touchence - Ma persino se il tocco è soft, si avverte qualcosa di duro sotto la pelle, cosa che conferisce al tutto una sensazione strana. Per questo è necessario porre dei sensori soft anche nella parte posteriore. Un’applicazione di questo è la rivelazione del tocco attraverso una ricopertura soft, in modo tale che il robot in realtà ti sta toccando, ma non sembra che ci sia un vero e proprio rivelatore sotto”.

Oltre all’utilizzo nella robotica e nella sensoristica di braccia e gambe artificiali, ShokacCube ha potenziali applicazioni montato sui sedili delle auto, sui letti di ospedale, o sulle sedie che effettuano massaggi, e in generale su tutte quelle tecnologie dove è necessario controllare la posizione dell’utente, evitando di disturbare il confort raggiunto.

L’apparecchio pesa 2.8 grammi, può lavorare in modo efficiente da 0 a 70°C, e può essere conservato senza danni in un range di temperatura molto ampio, ovvero da -20 a circa 80°C. Con 6mA di corrente emessa, inoltre, si colloca tra gli strumenti a basso consumo. Nonostante il prossimo arrivo sul mercato, il prezzo di vendita, tuttavia, non è ancora stato annunciato.

Roberta De Carolis



Tags: robot  università di tokio  sensore  

NextMe.it è un supplemento di greenMe.it Testata Giornalistica reg. Trib. Roma, n° 77/2009 del 26/02/2009 - p.iva 09152791001 - © Copyright 2009-2012

Top Desktop version