Il primo radar fotonico testato all'aeroporto di Pisa

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È stato sviluppato dal team del TeCip il primo radar fotonico e verrà testato a Pisa nel corso di questa estate. Il congegno avrà il compito di gestire in modo più sicuro il traffico aereo.

La nuova generazione di radar digitali avrà un proprio design ed alcune peculiarità. Questi, infatti, sfrutteranno la luce per rilevare segnali di frequenze radio, con prestazioni più efficaci dei comuni radar tutt'oggi in uso.

Il laser utilizzato nei test produce impulsi di luce di durata molto breve, ossia dieci miliardi di volte più brevi di un secondo. Ed è proprio grazie a questo che verranno generati i segnali radar ad alta radio frequenza e, per questa ragione, più precisi anche in condizioni atmosferiche non favorevoli.

Il radar, che verrà testato dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, sarà situato sul tetto dello stesso istituto del TeCip ed inizieranno le verifiche sulle sue prestazioni. Per alcune settimane, dunque, il radar fotonico monitorerà il traffico aereo dell'aeroporto Galileo Galilei di Pisa. I dati verranno successivamente rielaborati e sviluppati dal team di ricerca. In seguito, questi saranno messi a confronto con i dati direttamente prodotti dagli aerei e se ne verificherà la precisione.

Il dispositivo è progettato in modo tale da non creare alcuna interferenza, tanto che la sua potenza è inferiore a quella trasmessa dai cellulari. Nonostante ciò, ne è garantita la precisione. Il suo consumo energetico, invece, è leggermente superiore rispetto ai radar tradizionali. Possedendo un unico hardware, il radar fotonico è in grado di compiere operazioni quali monitoraggio, controllo ambientale del traffico non solo aereo, ma anche terrestre, e delle comunicazioni delle autorità di controllo aeroportuale.

"Dopo quasi 4 anni di lavoro reso possibile dalla borsa ERC sono entusiasta di affermare che il primo radar fotonico ora esiste e non solo funziona con le prestazioni che avevamo immaginato ma offre anche ulteriori vantaggi scoperti nel corso della ricerca”, afferma la ricercatrice Antonella Bogoni. “Ora siamo pronti per i test su campo e speriamo che il nostro risultato possa rappresentare la base per una nuova generazione di radar multifunzionali e più sicuri".

Federica Vitale

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