Creato Mercoledì, 17 Novembre 2010 14:06 Scritto da Roberta De Carolis

Lo smartphone, che in inglese significa ‘telefono intelligente’, diventerà presto anche sensibile, perché sarà in grado di comprendere gli stati d’animo, i sentimenti e l’umore dei suoi utenti. Questo il sogno di Intel, che sta sviluppando una piattaforma in grado di rendere sempre più 'umano' il suo smartphone.
Lo smartphone in realtà sa già molte cose di noi utenti: sa a che ora lo accendiamo la mattina, quindi a che ora ci svegliamo, sa quanti contatti chiamiamo più spesso, pertanto in un certo senso conosce le nostre relazioni interpersonali, e ovviamente sa quanto spendiamo in telefonate e applicazioni internet e può risalire alla nostra situazione economica. Ad esempio, basta anche solo pensare all'app per riconoscere il proprietario del cellulare attraverso il battito cardiaco vociferata per il prossimo iPhone 5.
Ma Intel vuole fare di più e implementare delle funzioni che abilitino lo strumento alla rilevazione dei nostri stati d’animo, in modo da rendere possibile la connessione dello smartphone con l’utente a livello emozionale. Justin Rattner, il chief tecnichal officer (CTO) di Intel, ovvero colui che, manager di primo livello, si occupa di progetti tecnologici, sostiene che "combinando la capacità di rilevare la posizione geografica dell’utente", già implementata nell’apparecchio, con dati provenienti da altre sorgenti, come il microfono e la macchina fotografica, "è possibile che lo smartphone sappia ancora di più di noi, se stiamo correndo o siamo rilassati, se siamo sereni, o agitati o arrabbiati".
"La percezione emozionale potrebbe avvenire attraverso la rilevazione del tono della voce - continua Rattner - e l’associazione di questa con dati temporali potrebbe aggiungere alla mera ricostruzione della routine quotidiana una conoscenza intima di noi utenti". Se per esempio il tono della nostra voce è alterato, o affannato (cosa che può essere captata dall’analisi del respiro) magari sempre ad una stessa ora del giorno, l’apparecchio collegherà i due dati e, combinando il tutto con la rilevazione della posizione, potrà dare una mappa dei nostri sentimenti in funzione delle nostre abitudini.
Tuttavia, il software ad hoc non è stato ancora realizzato, ma Rattner ha grande fiducia nella sua fattibilità: "L’azienda ha già prodotto un telecomando per la televisione che riconosce chi lo sta tenendo in mano (smart TV remote, N.d.R.) immagazzinando informazioni sul modo in cui i suoi utenti lo tengono in mano e quali canali televisivi essi gradiscono o meno”.
Forse sarà un dispositivo anche un po' invasivo, impiccione, ma consentirà in un certo senso di immagazzinare i ricordi sotto forma di bit. Un amico che ragionerà come tutti i computer quindi: in codice binario.
Roberta De Carolis