Homo chippiens: i mini organi artificiali contro gli effetti dell'inquinamento

mini organi

Il nostro corpo su chip, per studiare gli effetti delle sostanze inquinanti. Al lavoro su questo fronte l'americana Environmtenal Protection Agency che entro il prossimo mese dovrebbe annunciare un programma di 18 milioni di dollari per creare mini-organi sintetici su chip, capaci di simulare perfettamente il funzionamento del nostro corpo.

L'obiettivo? Capire come contaminanti ambientali come la diossina e bisfenolo A danneggiano il metabolismo. Le nuove frontiere della ricerca si concentrano dunque su organi “on-a-chip”, come sono stati definiti. Veri e proprie riproduzioni fedeli, capaci di rilevare le sostanze tossiche (come diossina e bisfenolo A) e di valutarne le conseguenze.

Ogni anno, il governo Usa investe centinaia di milioni di dollari nella creazione di contromisure per potenziali agenti iologici e chimici. Per motivi etici, molti di questi trattamenti non sono mai stati testati sull'uomo. Ora, l'esercito americano e le agenzie scientifiche civili sono pronte a sostenere lo sviluppo dei test da effettuare su organi umani in miniatura realizzati su chip di plastica.

immorale esporre gli esseri umani al tipo di radiazione che si vedrebbe in un disastro come Fukushima, ma è necessario essere preparati”, ha spiegato Donald Ingber, bioingegnere della Harvard University di Boston. La Food and Drug Administration, ad esempio, sta adattando il suo midollo osseo su chip per studiare gli effetti delle radiazioni nocive e per testare dei rimedi sperimentali.

Secondo Nature, l'EPA entro i prossimi cinque anni creerà una serie di mini fegati, reni, cuori, arti e membrane fetali fatti di cellule umane innestate su chip in plastica e poi fatte crescere attraverso un liquido che simula il sangue, ricco di sostanze nutritive. Ma è solo il primo step. Il passo successivo è quello di unire insieme i mini-organi fino a formare un corpo umano. La speranza è che questi complessi sistemi tridimensionali siano capaci di imitare la fisiologia umana meglio di quanto non facciano le cellule coltivate in laboratorio o i test sugli animali.

Esistono già diversi dispositivi che simulano il funzionamento degli organi, dal fegato all'intestino, dal polmone a tessuti più raffinati come il cervello. La novità è dunque quella della loro integrazione.

É arrivata davvero l'era dell'Homo Chippiens?

Francesca Mancuso

Foto: Nature

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