Il pancreas bionico regolato dall'iPhone

insulina

Un pancreas artificiale in grado di produrre insulina e glucagone in base alle necessità del paziente. Tale sistema regola meglio la glicemia rispetto alla vecchia puntura. Nato presso i laboratori della Boston University, il sistema è stato testato su alcune persone affette da diabete di tipo 1, che sono riuscite a regolare i livelli dei due ormoni tramite iPhone.

Il diabete di tipo 1, che di solito inizia durante l'infanzia, è una condizione cronica in cui il pancreas produce ridotte quantità di insulina, l'ormone che abbassa i livelli di zucchero nel sangue. L'insulina funziona insieme al glucagone, altro ormone che deputato al controllo della glicemia.

Attualmente circa un terzo delle persone che ne sono affette utilizza le iniezioni, effettuate dopo il controllo della glicemia prelevando il sangue dai polpastrelli. Col nuovo sistema, invece, verrebbe eliminata la necessità di iniezioni e la presenza di insulina e glucagone potrebbe essere programmata per imitarne il naturale rilascio.

Il pancreas artificiale, dunque, fornisce entrambi gli ormoni, e lo fa con un intervento minimo da parte del paziente. Si tratta in realtà dell'ultima versione di un dispositivo che i ricercatori stanno affinando da diversi anni. Il sistema è costituito da un iPhone 4S con un dispositivo collegato e deputato al monitoraggio del glucosio, due pompe e altrettanti serbatoi per l'insulina e il glucagone.

Un sensore impiantato sotto la pelle su un lato dell'addome del paziente misura il glucosio nel liquido tra le cellule. Il sensore invia poi la lettura allo smartphone, e il software del cellulare calcola la dose precisa di insulina e glucagone da inviare a distanza di 5 minuti.

pancreas artificiale boston

Il medicinale viene quindi pompato attraverso tubi sottili in due punti minuscoli incorporati sotto la pelle sull'altro lato dell'addome del paziente. Il telefono ha anche un'app con la quale il paziente può inserire informazioni immediatamente prima di mangiare, indicando di che pasto si tratta e se l'apporto di carboidrati sarà piccolo, medio o abbondante.

Gli sviluppatori hanno testato il dispositivo per cinque giorni in due gruppi di pazienti, 20 adulti e 32 adolescenti, confrontando i risultati con i valori ottenuti con le classiche pompe per insulina convenzionali che i partecipanti stavano usando.

Il pancreas artificiale ha garantito performance superiori rispetti ai metodi tradizionali, senza contare che ha calcolato le dosi dei pasti e senza che il paziente abbia utilizzato stime spesso imprecise, dovendo poi intervenire su una lettura troppo alta o troppo bassa dopo aver mangiato.

Francesca Mancuso

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