Embrioni digitali: come 'progettare' il bimbo su misura

embrione digitale

E se fosse possibile utilizzare un software per "progettare" il vostro bambino ideale utilizzando solo un campione di DNA di ogni genitore? Quali sarebbero le vostre preferenze riguardo sia il colore degli occhi che quello dei capelli o della pelle? E che dire delle malattie genetiche ereditarie? Tale livello di coinvolgimento genitoriale nel pre-concepimento è ora ipoteticamente possibile grazie ad una nuova tecnologia chiamata Matchright, ideata da Genepeeks.

Matchright, nei suoi primi utilizzi, analizzerà lo sperma e gli ovuli per fornire ai potenziali genitori una varietà di scelta dei donatori, offrendo la sicurezza che alcuna mutazione non danneggerà in alcun modo il bambino. La società ha il controllo di oltre 600 malattie, circa 100 volte di più di quelle che la maggior parte delle banche di sperma testa sui propri donatori. Due centri di fertilità negli Stati Uniti inizieranno ad utilizzare il programma a metà aprile. Il servizio avrà il costo di 1.995 dollari.

Per testare tutte le possibili combinazioni di DNA, il programma deve creare circa 10 mila bambini ipotetici da ogni potenziale coppia di genitori. Tutto ciò avviene sul computer, naturalmente. E le cellule non vengono combinate in questo processo. Ma l'autorizzazione Genepeeks va oltre lo screening delle malattie genetiche. Come spiega Catherine de Lange, ideatrice del progetto; "Per il momento la tecnologia Genepeeks si basa saldamente su applicazioni mediche, ma non sono riflesse nel brevetto, che include un elenco sbalorditivo di tratti che possiedono qualche componente di ereditarietà genetica, per quanto piccolo sia il ruolo che essi svolgono. L'elenco comprende malattie complesse come il cancro, l'ictus e l'asma, fino alla dipendenza dalla nicotina e alla pigmentazione degli occhi e della pelle". Il brevetto, dunque, tutela da qualsiasi malattia o tratto che abbia una influenza genetica.

I risultati di Matchright potrebbero anche determinare la probabilità che un abbinamento dei genitori possa tradursi in un bambino che svilupperà una condizione fisica particolare in età adulta, come ad esempio il morbo di Alzheimer, le malattie cardiache o il diabete. L'azienda, quindi, si concentra sullo studio delle informazioni che individuano con maggiore precisione quali mutazioni contano di più.

E, con tutte le questioni sollevate dalla tecnologia, l'aspetto di più grande interesse è quello di ordine etico. "Poiché gli embrioni simulati sono un concetto nuovo, non è ancora chiaro chi regolerà tale tecnologia. Ci devono essere processi e specialisti in grado di trattare determinati aspetti”, afferma il consulente Geeta Nargund. E, qualunque cosa accada, Marcy Darnovsky, del centro non-profit per la Genetica di Berkley, ritiene che il futuro della tecnologia dovrebbe essere aperto a discussione: “Dipende molto da come ci si avvicina da un punto di vista sociale. Se vogliamo proseguire su questa strada potremmo ritrovarci con nuove disuguaglianze che sono scritte nel genoma”.

Ma è importante notare come questa tecnologia non permetterà di scegliere le caratteristiche di un determinato bambino. Il programma per elaborare le sue caratteristiche può solo fornire ai genitori il modo di aumentare o diminuire le loro possibilità con la scelta di un donatore specifico. Il risultato finale dipende ancora dall'incontro tra sperma e ovulo. Per fortuna.

Federica Vitale

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