Melanina: in futuro ricaricherà i dispositivi elettronici

Melanina 

Specialmente nei mesi estivi, dedicati, tempo libero permettendo, a spiaggia e mare, il nome melanina evoca soprattutto l’idea di abbronzatura. Secondo un gruppo di ricercatori dell’università del Queensland però, proprio il pigmento legato all’abbronzatura potrebbe rivestire in futuro un grande interesse pratico, risultando utile per ricaricare dispositivi elettronici, in modo eco-friendly.

Paul Meredith, a capo del team di ricerca giunto a questa interessante scoperta, sostiene: “I semiconduttori sono probabilmente la categoria di materiali più importanti dell’era moderna, dato il loro spettro applicativo, estremamente vasto e rilevante. La maggior parte dei semiconduttori sono stati fino a oggi costituiti da materiali inorganici o composti, come ad esempio silicone o arseniuro di gallio. Ci sono pochissimi esempi di semiconduttori organici naturali: l’appartenenza della melanina a tale categoria è stata dimostrata nei primi anni '70”.

Proprio questo è stato il punto di partenza per l’équipe guidata da Meredith. Si supponeva infatti che, nella melanina, si potesse riscontrare un fenomeno di conduzione elettrica guidato da elettroni, tipico dei semiconduttori, ma anche una conduzione elettrica guidata da ioni, tipica invece dei sistemi biologici, come cervello e muscoli.

La melanina consente quindi di interfacciarsi sia con sistemi la cui corrente è generata da un flusso di elettroni, sia con sistemi basati sugli ioni: il pigmento risulta quindi adattissimo alla realizzazione di dispositivi elettronici basati su ioni, da connettere direttamente a sistemi biologici, che potrebbero fungere a questo punto, forse, anche da fonte di alimentazione.

Nonostante quello operato da Meredith sia soltanto il primo passo lungo un sentiero di ricerca tanto affascinante quanto impervio, la solidità dei risultati fin qui ottenuti è testimoniata dalla pubblicazione dell’articolo relativo a tali ricerche su Pnas.

Il progetto, guidato da Meredith e dall’Università del Queensland, ha già coinvolto e probabilmente continuerà a coinvolgere anche altri partner internazionali, come ad esempio la Lancaster University e altre università, ubicate principalmente nel Regno Unito e in Polonia.

Damiano Verda

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