Ecco come ritornare in vita dopo la morte, riavviando il proprio corpo

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Ritornare in vita dopo la morte? Non è possibile, ma la scienza e le nanotecnologie possono avvicinarsi a farlo, grazie ad una particolare forma di congelamento simile all'ibernazione.

Per molti è una follia, è stata addrittura definita "l'idea più pericolosa del mondo" e alla base vi è il concetto di "transumanesimo". Ma scopriamo di più. Tale termine si riferisce alla capacità di tecnologie, scienza, cibernetica e ingegneria genetica di dare vita a superuomini, dotati di capacità fuori dal comune, che non invecchiano né muoiono. E se lo fanno, possono tornare in vita.

A studiare l'impresa è l'Alcor Life Extension Foundation di Scottsdale, in Arizona, il più grande centro al mondo di crionica, dove si stima di riuscire nell'intento tra soli 100 anni.

In un primo momento, la procedura doveva consistere nel sostituire il sangue uman con una soluzione cryoprotettiva, in grado di non congelare a basse temperature. Poi si sarebbe portato il corpo a una temperatura di -196 gradi centigradi (la temperatura alla quale l'azoto liquido diventa un gas). Tecnicamente, il corpo e la soluzione non sono congelati ma vetrificati. Ma i problemi legati a questa "tecnica" erano molteplici, prima tra tutti la presenza di vetro all'interno del corpo.

Così gli scienziati hanno cercato soluzioni alternative. Ed ecco la proposta di eliminare il liquido lasciando che i medici usino il sistema circolatorio come una serie di tunnel attraverso i quali i nanorobot potevano correre fino al punto desiderato e ripararlo.

Ecco cosa pensa Ralph Merkle, direttore di Alcor: l'approccio migliore consiste nell'utilizzo di nanorobot, ancora in fase di sviluppo, in grado di riparare il corpo a livello cellulare prima del suo scongelamento. Si tratterebbe di un vero e proprio processo di rinascita, in grado di ripristinare la fisiologia delle persone morte al livello originario, eliminando non solo i danni fisici subiti magari dopo un incidente stradale o in seguito ad una malattia, ma tornando addirittura meglio di prima. Le nanotecnologie, infatti, sarebbero in grado di potenziare il cervello e il corpo umano.

Ha spiegato Merkle: "Stiamo parlando di una tecnologia sostanzialmente più potente dei medici di oggi e che continuerà l'evoluzione dei concetti di vita e di morte". Ovviamente, una simile idea ha delle implicazioni etiche di non poco conto. Francis Fukuyama, il teorico della fine della storia, ha lanciato l’allarme dalla rivista americana Foreign Policy, invitando a trattare seriamente la vicenda.

Francesca Mancuso

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