Ustione da calce: un uomo torna a vedere grazie ad un occhio bionico

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Il suo destino era la cecità a causa di un infortunio sul lavoro, un'ustione da calce viva, che gli aveva danneggiato il corpo vitreo dell'occhio, ma la robotica è riuscita ad aiutarlo, restituendogli la possibilità di vedere, grazie ad un occhio bionico.

Proprio ieri avevamo dato la notizia della donna ritornata a camminare grazie alle eLegs, le gambe robotiche, riadattate dall'ambito militare a quella civile, che hanno consentito ad una 43enne di rimettersi in piedi dopo un terribile incidente.

Un'operazione non facile, ma fortunatamente riuscita. A realizzarla l'équipe dell'Unità operativa complessa di Oculistica di Borgo Trento, diretta dal professor Giorgio Marchini. Quest'ultimo ha spiegato perché un intervento di questo genere è di difficile realizzazione: "La difficoltà dell'operazione consiste nell'integrare la protesi artificiale con i tessuti biologici umani per questo è stato necessario effettuare due interventi distinti l'uno dall'altro, a distanza di due mesi".

Neanche le cellule staminali erano riuscite a riparare il danno all'occhio, da qui la decisione di tentare la strada della robotica. Solitamente con un trapianto di cellule staminali adulte prelevate dal limbus, un'area periferica della cornea, si riesce a recuperare qualcosa. Ma non in questo caso.

L'intervento è stato realizzato in due diversi momenti. In un primo momento, sulla superficie oculare è stata impiantata una protesi con tessuti prelevati dalla bocca. Successivamente, sono state impiantate le protesi: "Un'operazione indispensabile per consentire alla cilindro ottico di attecchire - ha spiegato Marchini - in seguito siamo nuovamente intervenuti per fissare definitivamente la protesi alle strutture corneali".

Francesca Mancuso

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