Protesi: realizzate con i materiali di Shuttle e F1

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Protesi sempre più resistenti, che non necessitano più di essere cambiate dopo 25 anni come avviene oggi. Ma cos'hanno di speciale? Sono realizzate utilizzando gli stessi materiali adoperati nella costruzione degli Shuttle e delle velocissime e soprattutto indistruttibili auto della Formula 1.

Le nuove protesi, che arriveranno nel nostro Paese già i primi mesi del 2012, sono state presentate in occasione del 96esimo Congresso Nazionale della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT), in corso in questi giorni a Rimini. Materiali 'spaziali', dunque, in grado, per definizione, di superare l'usura del tempo e delle particolari condizioni cui sono sottoposti. Per questo la loro durata è garantita per un numero maggiore di anni, rispetto alle attuali protesi, che in media vanno sostituite dopo 25 anni.

Spiega Nicola Pace, copresidente del Congresso Siot: "Un paziente di 60 anni in cui utilizziamo i prodotti di ultima generazione potrà quasi certamente evitare un intervento di sostituzione della protesi d'anca o di ginocchio".

I materiali. Come già anticipato, le nuove protesi sono realizzate a partire dai materiali usati nell'industria aerospaziale e in quella automobilistica, ed in particolare nella costruzione delle strutture esterne delle auto di Formula 1. Formate dal 30percento di fibra di carbonio cui va aggiunto polietereterketone o PEEK, le nuove protesi saranno inoltre più corte, nell'arco di qualche centimetro, contro i 16-18 di quelle utilizzate in passato.

"Anche in Italia sono state sperimentate protesi d'anca in questo innovativo materiale: dieci anni fa all'ospedale di Jesi 30 pazienti sono stati sottoposti all'impianto con queste protesi 'da Formula 1' e i risultati, oggi, sono molto incoraggianti - ha spiegato Pace - L'usura è inferiore a quella delle protesi in ceramica di ultima generazione impiantate nello stesso periodo e il materiale è meno costoso e di più semplice lavorazione con la possibilità di metterne a punto di più precise e su misura".

A giovarne sono soprattutto gli over 60, per i quali non sono previsti interventi di sostituzione vista la durata della protesi. Ma anche i pazienti più giovani per i quali, secondo Pace la protesi "lascia maggiori margini per intervenire con successo anche una seconda volta, se dovesse rendersi necessaria la sostituzione".

Francesca Mancuso

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