Contro il tumore i microRna, i silenziatori genetici

microRna

Il tumore si può combattere con delle piccole sequenze simili al Dna, i microRna: a dare la notizia Clara Nervi, professore del Dipartimento di Istologia ed Embriologia Medica dell’Università La Sapienza di Roma, durante un convegno organizzato presso l’Istituto Superiore di Sanità (Roma). La scoperta, che apre scenari di ricerca estremamente promettenti, è in fase di sperimentazione clinica e ha già dato ottimi risultati sulle metastasi ossee del tumore alla prostata, negli Usa la seconda causa di morte per cancro dopo quello al polmone.

I microRna sono delle sequenze molecolari composte dalle stesse unità chimiche che compongono il Dna. Se costruite ad hoc, possono legarsi in modo sufficientemente stabile a specifici tratti del Dna stesso, chiamati geni, impedendo loro di funzionare. Come dei tappi, li isolano, bloccando la loro attività. Poiché i tumori sono delle degenerazioni delle cellule dovute ad alterazioni a livello genetico che le rendono immortali, spegnere i geni (in gergo silenziarli) che causano le disfunzioni è una terapia che agisce alla radice del problema.

Il risultato, stavolta tutto italiano, è frutto di anni di studio sulla terapia genica e possiede un potenziale terapeutico enorme. Il silenziamento di quei geni costituisce infatti, almeno in teoria, la medicina specifica per molti tipi di tumore. Gli esperimenti condotti hanno anche dimostrato come disattivando il microRna il gene si riattivi immediatamente.

Ad ulteriore conferma della diretta relazione che intercorre tra microRna e sviluppo di tumori si è visto come la funzione di alcuni specifici microRna si mostrasse ridotta o assente in molte malattie, anche nei tumori del sangue.

Francesco Grignani dell’Università di Perugia, inoltre, ha annunciato l’individuazione di alcuni particolari ‘circuiti integrati’, ovvero dei sistemi molecolari accoppiati dove l’attivazione di un elemento genera a cascata, come in una staffetta, l’attivazione di tutto il sistema. In particolare in alcuni di loro un microRna interagisce con un fattore di trascrizione, ovvero una proteina che si lega in modo specifico ad un tratto di Dna attivando o disattivando il processo di produzione delle proteine cellulari. Per questa sua funzione, è di fatto lui a scegliere lo stato ‘on/off’ del gene stesso.

Durante il convegno gli esperti si sono confrontati non solo sull'importanza di una scoperta di questo tipo riguardante i silenziatori genetici, ma anche attorno alle cellule staminali sulle quali si potrebbero sviluppare delle efficaci terapie in futuro. Queste infatti potrebbero efficacemente contrastare la proliferazione del tumore alla prostata.

Non resta che attendere, dunque, i risultati definitivi della sperimentazione.

Roberta De Carolis

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